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Vendite telefoniche: gli operatori dei call center saranno pagati in base agli insulti ricevuti

Vendite telefoniche: gli operatori dei call center saranno pagati in base agli insulti ricevuti - Lercio
Foto: PGBS

Vodapho (Ne) – “Madonnatuttaimpestatadidiamanti! Così una volta sono stata apostrofata dopo aver chiamato a casa di un certo Bonolis P.; volevo solo fargli cambiare contratto di luce/gas/acqua/telefono/abitazione e vendergli una cassa da morto ma sono stata subito insultata È una cosa che purtroppo accade spesso, ma per fortuna da oggi ci saranno riconosciuti i nostri diritti!”.

Sono queste le parole di una lavoratrice finalmente soddisfatta. È in arrivo, infatti, un decreto legge del governo che darà la giusta ricompensa a chi subisce da tempo angherie, soprusi, insulti e certe volte persino minacce di abbonamento alla tribuna dell’Inter: gli operatori telefonici.
Certo, la nostra categoria è lievemente cagacazzo, per voler usare un eufemismo”, spiega Giancarlo Dellasip, sindacalista, “però bisogna riconoscere che serviamo come valvola di sfogo per l’uomo comune. Molti ci utilizzano per buttare fuori tutto ciò che hanno dentro e che non possono rinfacciare alla propria moglie, pena la fine del sesso aggratis per tutta la loro vita: siamo un servizio pubblico”.

La grande novità è presto spiegata: “Ogni call center”, spiega Dellasip, “compresi tutti quelli che ormai si sono trasferiti in Paesi disagiati come Romania, Bulgaria, Ungheria, Malta e Città del Vaticano, non offriranno più ai loro lavoratori un fisso mensile più una percentuale a contratto ma una prestazione completamente pagata ad insulti ricevuti. È un cambiamento epocale che porterà i nostri affiliati da un netto mensile di 600/1000 euro, quando andava bene, ad una cifra sicura in busta paga di 1200 euro netti cadauno. Un guadagno che non farà felice solo i rappresentati della mia categoria, ma tutta la filiera”, sorride Dellasip mentre facendo un numero a caso cerca di disturbare un povero cristo che stava mangiando.

Con il nuovo decreto”, continua la spiegazione Ermanno Acconsumo, dirigente di un call center dislocato in Islanda “l’operatore telefonico chiama il cliente, il cliente risponde gentile e subito dopo parte col primo insulto, l’operatore ringrazia e va avanti a spiegare la promozione, il cliente continua ad insultarlo mettendo in relazione discusse frequentazioni tra la madre dell’operatore e tutta la discendenza dell’idraulico di fiducia, l’operatore ringrazia ancora fino a continuare la proposta e riuscire, per sfinimento, a portare il nuovo contratto telefonico a casa. Il cliente si ritroverà spiazzato nel poter insultare per più di dieci minuti un tizio sconosciuto, senza che questo lo venga a menare sotto casa. Tutti ci guadagnano, l’azienda è felice e l’operatore con le telefonate registrate non perderà nessun bonus che quella telefonata gli ha fruttato: la soluzione perfetta ad un mercato troppo spesso vituperato”.

Dallasip, dopo aver terminato la telefonata di pocanzi che ha fruttato un bonus di 17 euro e ha toccato il picco di insulti a “Sei un pezzo di governo M5S-Lega!”, ci spiega prontamente che possono anche sorgere dei problemi: “Infatti abbiamo ricevuto una richiesta abnorme di operatori masochisti. Il problema è che sono sì contenti di farsi insultare, ma molti di loro poi si eccitano troppo e si dimenticano di completare il contratto. Quindi per ora evitiamo di assumerli, così come i ferventi religiosi che vorrebbero un aumento sulle bestemmie, ma non possiamo fare figli e figliastri: per ora vengono pagate in modo unanime, per il futuro chissà”.

Davide Paolino

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