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Referendum. Definita la linea del PD: “Ci schiereremo con i perdenti a voto finito”

Immagine di Nick.Mon: https://commons.wikimedia.org/wiki/User:Nick.mon

Roma (Casaleggio Spa) – C’è fermento nella sede del PD dopo che il portavoce del partito stesso, Remo Perde, ha annunciato qualcosa di sconvolgente e assolutamente incredibile nella storia recente della sinistra italiana: una dichiarazione di Zingaretti. “Bisogna ricordare – premette Perde – che il nostro segretario ha fatto del silenzio la sua maggiore arma politica: ci ha vinto le elezioni regionali del Lazio (e dicono che qualcuno lo abbia anche votato nelle altre regioni). Ci ha vinto le primarie del Pd, ma diciamo che avere come avversari Martina e Giachetti è come essere Hamilton e vedersela contro le Ferrari. E poi ha avuto tutta una serie di successi politici che non stiamo qui a ricordare, perché non esistono – dice sottovoce – ma in tutto ciò vi faccio notare che la sola volta che ha parlato, che si è fatto vedere in video, che ha fatto delle foto con i giovani, è stata durante la celebre settimana di #Milanononsiferma. Ed è per questo motivo che gli abbiamo proibito di fare dichiarazioni per tutti questi mesi”.

Ma oggi – continua il portavoce – il segretario darà finalmente il risultato delle migliaia, che dico ‘migliaia’? Centinaia! Che dico ‘centinaia’? Decine! Che dico, ‘decine’? Una. Il risultato dell’unica riunione che abbiamo effettuato per il referendum del 20 e 21 Settembre, che pensavamo non arrivasse mai ma invece…porca di quella miseria”.

Ebbene – annuncia Zingaretti entrando in scena in una nuvola di fumo – “il nostro obiettivo per il prossimo referendum sulla diminuzione dei parlamentari è schierarci con i perdenti. Cosa c’è di diverso dalle altre votazioni? Che, essendo del PD, prima sapevamo ad ogni tornata elettorale di aver già perso, ma stavolta essendo la sfida molto in bilico, crediamo che sia giusto entrare sul carrettino degli sconfitti al termine delle votazioni. In questo modo non perderemo la nostra capacità di effettuare delle analisi delle sconfitte che durano più delle nostre stesse legislature. Ah, ma siamo ancora al governo? Ma veramente? E ancora nessuno ha minacciato di farlo cadere? No, Renzi non vale!”, si stupisce il segretario uscendo di scena in un portale spazio-temporale ben nascosto dietro ai manifesti elettorali di Occhetto 1994.

E quindi – riprende la parola Remo Perde – siamo riusciti a solo una settimana dalle votazioni a capire cosa fare. Per noi è un record positivo, non so cosa ne pensiate voi giornalisti pagati dalla casta. Ah, scusate, è la troppa vicinanza con Di Maio. Quel ragazzo è riuscito a trasmettere in tutti quelli che avvicina st’avversione per la casta pur diventando egli stesso casta e apprezzando molto ‘sta cosa dei privilegi. Un genio. Nella prossima vita voglio rinascere Luigi Di Maio, altro che PD, almeno loro per un anno hanno vinto veramente”, conclude il portavoce iscrivendosi seduta stante via Rousseau alle nuove parlamentarie del Movimento.

Davide Paolino

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