Roma – L’esame di maturità, si sa, è un momento delicato nella vita di un ragazzo, è un rito di passaggio verso l’età adulta che viene vissuto con molta apprensione. Ma anche il dito in culo di un urologo non scherza.
Il controllo della prostata infatti è uno degli esami medici più temuti dagli uomini italiani di mezza età, eterosessuali e con orientamento politico di centro-destra, ovvero la maggioranza della popolazione maschile del paese. Paura che sempre più maschi cercano di superare rivolgendosi a medici donne, così da rendere l’esame non dico piacevole ma quantomeno accettabile.
E quindi quella liturgia che negli ultimi anni viene rappresentata nelle città italiane in cui gruppi di ragazzi si ritrovano per cantare “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti – appuntamento che consente al cantautore di incassare in un solo giorno migliaia di euro di diritti SIAE da investire in tinta per capelli – è andata in scena ieri sera anche nel reparto di urologia del Policlinico Gemelli.
Un gruppo di ultrasessantenni, infatti, si è ritrovato nella stanza 143 per intonare i versi di Venditti, con qualche piccola modifica nel testo: “notte di polizia” per esempio è diventata “notte di pulizia”, con riferimento al clistere di preparazione alla visita.
Terminata la canzone, gli uomini si sono lasciati andare al tradizionale totourologo: “Speriamo ci tocchi Svevo”, hanno detto in coro riferendosi a Pierpaolo Svevo, urologo romano dalle dita affusolate e il tocco delicato. E invece la notizia di stamattina è che è uscito Gaetano Pavese, temutissimo urologo napoletano dalle dita tozze e callose. In bocca al lupo!
Eddie Settembrini
