OMS avvisa: “Seconda ondata a dicembre, rischio epidemia di polmoniti da flash mob sui balconi”

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GINEVRA – Chi sperava di veder presto sparire il coronavirus dovrà forse ricredersi. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il SARS-CoV-2 tornerà presto: la tanto temuta seconda ondata di contagi si potrebbe infatti collocare a dicembre, in concomitanza con i primi reumatismi invernali di Roberto Burioni.

Nei Paesi che hanno reagito in ritardo o con misure meno drastiche, la seconda ondata si sovrapporrà alla prima – che intanto dovrà ancora esaurirsi – creando un effetto sommatoria di virus che provocherà l’estinzione delle scuole di Samba. Gli Stati Uniti, invece, saranno chiamati a fronteggiare un’epidemia ancora più grave di quella attuale, ma per fortuna guidati dal nuovo presidente, il rapper Kanye West.

L’OMS punta però il dito contro un’altra insidia, che riguarda in particolar modo l’Italia. Il nuovo lockdown di dicembre causerà infatti, un’altra serie scriteriata di flash mob sui balconi. “Questa volta, però – scrivono gli esperti internazionali – gli italiani usciranno in balcone a dicembre, con temperature rigide, e quelli che si salveranno dal coronavirus prenderanno la polmonite perché hanno cantato in mutande sul balcone alle 2 del mattino”. Nessuna previsione infausta, invece, per quanto riguarda la cucina del nuovo lockdown. “Dato che sarà periodi di dolci, prevediamo che tanti faranno il burro in casa, e impareranno a usare la zangola, che è sempre una cosa buona” .

Sulla stima pessimistica dell’OMS, si sono già pronunciati i massimi scienziati italiani. “Basta con questi allarmismi – ha precisato subito la virologa Maria Rita Gismondoflash mob sui balconi? Ma no! Io dico che ci sarà poco più di un’affacciata dalla finestra, è inutile fare del terrorismo. Approfitto dell’occasione per dire che uscirà a gennaio il mio libro ‘Seconda ondata: il virus suona sempre due volte'”.

Di opinione più radicale Alberto Zangrillo, dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, secondo cui “clinicamente, i balconi non esistono più. Si sono progressivamente consumati tra febbraio e aprile, a maggio erano praticamente già ridotti al minimo, con il caldo, poi, il nostro monitoraggio dimostra che i balconi si sono praticamente dissolti. Esistono ancora pochi casi, certo, piccoli focolai di ringhiere, soprattutto di importazione, ma sono circoscritti e neutralizzati. Ormai non c’è più nulla da temere: non si vedrà più nessun italiano sul balcone, né a settembre né a dicembre”.

Pungente la dichiarazione di Giulio Tarro, da sempre sostenitore del fatto che il coronavirus sia stato sfruttato per motivi politici, “Vogliono sfruttare questa bufala delle temperature basse in inverno per motivi politici: non vogliono farci uscire sui balconi a cantare ‘Non ho l’età’ il 20 dicembre, compleanno della grandissima Gigliola Cinquetti! Ma chi lo dice che a dicembre fa freddo? Voglio nomi e cognomi di chi lo dice, dentro e fuori dal Governo”.

Infine, non sono mancate le reazioni della politica. “La solita sanità di sinistra che cerca di opprimere gli italiani – ha dichiarato Matteo Salvinilo fanno da sempre, a partire dal flash mob dal balcone di Palazzo Venezia del 10 giugno del ’40. Ma non ci fermeranno!”

Stefano Pisani