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Emilia-Romagna, creata una task force per ritrovare Lucia Borgonzoni

Bologna (Sud-est padanico) – Quella appena trascorsa è l’ennesima notte di estenuanti ricerche per ritrovare Lucia Borgonzoni, di anni 43, residente a Bologna, svanita dal capoluogo emiliano facendo perdere le proprie tracce da ormai tre settimane. Non si hanno più notizie della donna dalle 02:03 della notte tra il 26 e il 27 gennaio scorsi, esattamente un minuto dopo la sua dichiarazione ai giornalisti in seguito allo spoglio delle schede elettorali per l’elezione del nuovo Presidente della Regione. Si tratterebbe però “solo di una coincidenza”, ci tengono a precisare gli inquirenti dandosi di gomito.

Un forte spiegamento di forze dell’ordine leghiste, coordinate dal vicesindaco di Ferrara Nicola Lodi (detto Naomo) vestito da Alberto da Giussano, sta setacciando Bologna e l’intera Emilia-Romagna per riportare a casa Lucia. Nelle ricerche sono impiegate 500 unità tra personale della Guardia Nazionale Padana e Ronde Padane che perlustrano il territorio giorno e notte muniti di torce primitive e tasso alcolemico superiore a 2,5. Presente anche una unità cinofila composta da cani da pastore veneto, specializzati nella ricerca di superficie e nei combattimenti contro levrieri arabi, mastini napoletani e in generale tutti quei cani che si lavano poco.

Al momento della scomparsa la donna indossava leggins neri e una giacca a vento nera di marca La Faccia da Nord, un brand molto di moda tra le persone perbene delle valli alpine, noto per vantarsi di non vendere i propri articoli agli extracomunitari e, durante i periodi di alta stagione, neanche ai terroni.

Anche la trasmissione Chi l’ha dritto?, versione bergamasca del noto programma di Rai 3 condotto dalla transessuale turco-leghista Efe Bal, ha dedicato un servizio alla sparizione della Borgonzoni. Durante la puntata, una telespettatrice ha telefonato in diretta sostenendo di averla avvistata di notte ubriaca al bancone del Link – storico locale underground bolognese pieno di zecche rosse in cui anni fa la donna lavorò come barista – che chiedeva informazioni stradali con in mano una cartina geografica della Basilicata. La telefonata si è poi rivelata fasulla: era solamente il disturbatore seriale Michele Caruso che parlava in falsetto.

Sempre nel corso della trasmissione, un uomo con la voce curiosamente molto simile a quella di Matteo Salvini ha chiamato Efe Bal dichiarando solo Lei mi serve a Romae chiudendo la comunicazione subito dopo; parecchi dubbi anche sulla veridicità di questa telefonata: pure in questo caso si tratterebbe dell’opera di un maniaco sessuale o di un mitomane con manie di protagonismo.

Andrea Canavesi

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