Accademia della Crusca lancia corsi d’italiano per bot di Facebook

Foto Credits: Avemundi/Wikipedia

Bacia (Milano) – Una folla delle grandi occasioni ha animato la tre giorni del Convegno sulla lingua italiana che si sta tenendo a Bacia, paese inventato proprio per l’occasione nell’hinterland milanese solo perché dava adito a un gioco di parole da quattro soldi ma che ha fatto divertire tantissimo gli organizzatori. “Alcuni di noi stanno ancora ridendo e non hanno potuto partecipare a nessuno degli incontri in programma”, spiega il Dottor Tranquillo Tartaglione, tra i promotori dell’evento, “ma ne è valsa la pena”.

La serie di incontri ha visto la presenza di alcune delle più importanti associazioni per la difesa della lingua italiana, dalla “Cerchia dei cultori dei lemmi desueti” finoal “Comitato per la difesa del ‘piuttosto che’ che viene usato sempre a cazzo di cane piuttosto che in modo positivo”, oltre ai “Mirabili Magnifici Maestosi Migliori Multiformi Miglioratori Manutentori delle frasi piene di aggettivi pressoché inutili”. Non poteva mancare ovviamente l’Accademia della Crusca, che da sempre si batte per l’uso corretto della lingua italiana oltre che per una corretta alimentazione e una corretta espulsione delle scorie dal nostro corpo.

È stata proprio la stessa accademia, tramite il nuovo responsabile dell’area social Giovane Pischello, a gettare le basi per una proposta che potrebbe cambiare decisamente la fruizione di Internet da parte di giovani e meno giovani. “Basta con questo scempio”, ha detto Pischello a una platea che ridacchiava ancora per il gioco di parole iniziale, “non è possibile che milioni di italiani ogni giorno si ritrovino sul magico mondo del Web e leggano queste cose sulle loro bacheche, sui loro messaggi privati, sui loro smartphone, sui loro device multimediali mentre effettuano le abluzioni quotidiane col telefono sottomano. Questa piaga deve finire! Basta con questi messaggi sgrammaticati di bot di Facebook, Instagram e altro che rovinano la nostra lingua! Non se ne può più di leggere robe come “Ciao! Sono uno donna assetato di sesso guarda faccio il bagno qui”, e poi via di link. Basta! Capisco l’essere fluidi ma qui non ci si capisce veramente un cazzo! Io ho il dovere di avere almeno un’idea di chi mi sta cercando di fregare sul web, io ho il dovere di capire se mi sto masturbando davanti a un bot maschile, femminile, neutro o qualsiasi altra cosa si senta. Che almeno scriva in un italiano corretto, e che diamine!

Una salva di applausi ha accolto l’intervento di Pischello che ha poi continuato tra l’entusiasmo della folla: “Occorre riformare al più presto questa schiera di bot con la foto profilo di Pamela Anderson che circuiscono cinquantenni con la panza. L’Accademia della Crusca, in collaborazione con l’Università degli Stranieri e degli Italiani che non conoscono l’Italiano, effettua dei corsi di lingua italiana per i bot di Facebook, di Instagram e di tutto il Metaverso. Il corso è raggiungibile da Web ed è possibile effettuarlo anche a telecamera accesa, basta che i bot promettano di non registrare il tutto come sono soliti fare. E per i primi cento sottoscrittori, un semplice manuale ‘italiano/boomer – boomer/italiano per riuscire a fregare i cinquantenni con ancora più facilità”.

Una grandissima idea che ha fatto felici non poche delle associazioni presenti. “Ma non è finita qui”, promette Pischello, “l’Accademia della Crusca apre le porte del corso d’italiano anche ai fascisti, perché capiscano finalmente che parole usare per proteggere ciò che dicono di voler salvaguardare”.

Davide Paolino