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Utente twitter scopre che Capezzone non l’ha ancora bloccato e si chiede dove stia sbagliando

Foto Credits: Augusto Rasori

Arco (RE) – “Cos’ho in meno rispetto ai 7 miliardi che popolano questo pianeta? Non ho forse occhi? Non ho mani, organi, membra, sensi, affetti e passioni? Non mi nutro io forse dello stesso cibo di cui si nutre un utente di Facebook? Non vengo ferito forse dalle stesse segnalazioni su Twitter? Non sono soggetto ai suoi stessi inconoscibili standard? Ma allora perché Daniele Capezzone non mi blocca?

Sono queste le prime parole che ci rilascia l’uomo che da mesi cerca disperatamente di farsi bloccare dal giornalista, saggista e opinionista (definizioni di Wikipedia e dalle quali prendiamo categoricamente le distanze. NdA) che negli ultimi mesi si sta costruendo una liquida reputazione saltabeccando qua e là nei vari talk show (definizione di Wikipedia e dalla quale prendiamo categoricamente le distanze. NdA) che animano il sempre più istruttivo (se sei uno zoologo) palinsesto di Rete 4: “Ieri sera è riuscito a dire che in un sistema liberale paghi le tasse a fronte di una contro prestazione che ti fornisce lo Stato e allora sono andato a commentare sul suo profilo che è davvero credibile detto su uno dei canali del suo (ex?) datore di lavoro condannato in via definitiva per frode fiscale e di cui era portavoce. E sapete lui che ha fatto? Niente!

La faccenda è in effetti parecchio strana, specialmente considerato che a Capezzone (definizione di Wikipedia e dalla quale prendiamo categoricamente le distanze. NdA) ormai da diversi anni è stata diagnosticata un’acuta forma di Blocchite, una sindrome che spinge un fruitore di social a bannare chiunque la pensi diversamente. Pare che l’ex esponente di Conservatori e Riformisti (vi giuriamo che esistono davvero!) e ora collaboratore del quotidiano La Verità (insomma, è uno cui piacciono gli ossimori) abbia persino bloccato il suo pizzicagnolo, reo di non avergli chiesto “Dottò, è un etto e mezzo, che faccio, lascio?“. Quando il commerciante gli ha risposto di non essere sui social, Capezzone gli ha bloccato il negozio mettendogli il chewing-gum nella serratura della saracinesca.
Negli ultimi mesi, erano sempre di più quelli che cercavano di provocare l’ex politico de La Rosa del Pugno – poi di Forza Italia, poi del Popolo della Libertà, poi di Direzione Italia – per farsi bloccare, tanto poi lo potevano seguire su Parler, il social network sovranista chiuso da Amazon dopo l’assalto a Capitol Hill e l’iscrizione di Salvini:

Parler è offline, rimosso il social network sovranista: Salvini si era appena iscritto

Sapete che faccio?”, ci dice il nostro afflitto intervistato, “Ora gli scrivo sul profilo il suo anagramma Cazzopene. Niente. Non ha reagito. Ma riuscirò a scoprire perché non mi blocca o non mi chiamo più Silvio Berlusconi!

Augusto Rasori

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