Schlein conferma la sua leadership nel campo largo: “Ma solo se Silvia Salis è d’accordo”

ROMA – È una Elly Schlein raggiante quella che incontra Bernie Sanders nello studio di Fabio Fazio, un incontro che sui siti di scommesse era dato plausibile come una decisione ragionevole di Donald Trump o come la qualificazione in Champions della Juve con un gol in rovesciata di Teun Koopmeiners.

L’intervista a Sanders è risultata determinante per far comprendere le ideologie socialiste al pubblico italiano che, impaurito, ha deciso istantaneamente di recarsi nelle piazze per difendere i diritti dei poveri miliardari con l’auspicio, un giorno, di rientrare tra essi (spoiler: non succederà mai).

La dem Schlein ne ha approfittato anche per ribadire la sua leadership nel campo largo che, dopo la straordinaria vittoria referendaria, è stata messa un po’ in discussione dall’altro leader del campo largo Giuseppe Conte, dai mini leader del campo largo Fratoianni e Bonelli, dal leader di sé stesso Matteo Renzi e dal leader di nulla Carlo Calenda.

Anche se negli ultimi mesi si è fatta avanti come possibile guida del campo largo, complice un concerto techno e una foto meme, anche la carismatica figura della sindaca di Genova Silvia Salis che insidia l’autorevolezza di tutti i tizi menzionati poc’anzi, anche se Schlein ci ha tenuto a ribadire la sua forza: “Certo che rimango l’unica vera leader della coalizione che farà di tutto per perdere le prossime politiche contro Giorgia Meloni e la sua banda di disadattati. Ma solo se Silvia Salis è d’accordo, precisiamo!”.

Una frase che ha scatenato le puntate sui siti di scommesse: ora la leadership di Elly Schlein è meno plausibile del ritorno dell’Italia ai mondiali che vince la competizione iniziando ogni partita con tre gol di svantaggio.

Davide Paolino

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