Sanità al collasso, i cittadini molisani: “Si stava meglio quando non si esisteva”

Foto Credits: Mayilyan

SOS (Molise) – Il virus Sars-Cov-2 sta finalmente battendo in ritirata, purtroppo solo per lasciare spazio al suo cugino snob e dai pessimi gusti culinari, meglio noto come variante inglese. Del resto, la perdita del senso del gusto può essere un buon affare per i sudditi di Sua Maestà, ma non certo per quelli di Sua Santità noi italiani.
Ha scelto davvero uno dei momenti peggiori il Molise per venire a stare nella realtà. Ci racconta l’accaduto Ines Istita, neonata molisana di trentun anni: “Noi molisani seguivamo con molto dispiacere l’andamento della pandemia nel mondo reale, tuttavia eravamo tranquilli poiché nel nostro limbo il coronavirus non ci riguardava affatto.”

Come ha fatto il virus a trovarvi?
“Probabilmente portato da qualche frontaliero: qui chi deve curarsi e può permetterselo va in Abruzzo, attraversando quello Stargate chiamato strada statale Trignina“.

Come spiega l’insufficienza del vostro sistema sanitario?
“Ci avevano detto che per esistere davvero, il sistema sanitario doveva diventare privato e in effetti ora funziona benissimo, per chi da fuori viene a curarsi qui! Mentre invece nel nostro mondo parallelo sono rimasti sempre meno posti letto per noi residenti e ci hanno costretto a venire nella realtà”.

Potevate adattare a Covid-Hospital uno dei vostri ospedali?
“Non eravamo pronti per soluzioni troppo realistiche. Si è preferito puntare sull’allestimento di una Torre Covid, ispirata alla Torre di Sauron, con la differenza che, se da quest’ultima si vedeva tutto, la torre covid ancora nessuno l’ha vista”.

Nonostante l’esplosione dei contagi, siete rimasti “zona gialla” a lungo…
“… Perché nel numero dei posti letto disponibili in terapia intensiva ne hanno conteggiato molti immaginari. Il nostro Presidente ha problemi più urgenti da affrontare, non ultimo il suo stipendio troppo basso. Noi molisani siamo disposti ad autotassarci per dargli un aumento, purché lo riscuota nell’irrealtà. Del resto, i nostri amministratori non hanno colpe: affrontare l’emergenza sanitaria non è compito loro (la sanità molisana è commissariata dal 2009 – NdR). Preferirebbero tornassimo tutti nell’inesistenza, dove hanno instaurato una nuova forma di governo chiamata cognatocrazia“.

Lanciate un appello al nuovo governo.
“Mandateci dei vaccini: non trattateci come una Repubblica di San Marino qualunque! I nostri ospedali sono saturi ed ogni giorno elicotteri militari trasportano malati nelle regioni reali, non più reali di noi adesso. Quando l’emergenza sarà finita, il Molise tornerà il luogo in cui gli italiani vengono a ossigenare i polmoni e a gustare ‘u brodette (tipica zuppa di pesce – NdR)

Vi è convenuto questo salto nella realtà? Perché non tornate indietro?
“Come quando cambi operatore telefonico, il passaggio alla realtà comporta ancora qualche disagio, come i nostri striscioni “SANITÀ PUBBLICA” e “DIRITTO ALLA SALUTE” che scompaiono velocemente poco dopo l’esposizione. Sicuramente si stava meglio quando non si esisteva: pensate che a Termoli abbiamo “A Rejecelle”, la strada più stretta d’Europa, tanto non doveva passarci nessuno! Adesso che esistiamo forse è il caso di allargarla: il processo ormai è irreversibile e contiamo di lasciarci indietro solo le battutacce sul Molisn’t, cominciando dal mio nome di fantasia“.

Patrizio Smiraglia