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Repubblica diffonde il milionesimo articolo non verificato e vince il premio “Libero” 2023

ROMA (Comune decinquestellizzato) – “Incredibile raggiungere un risultato così ambito già a gennaio 2023”, Maurizio Molinari, direttore de ‘La Repubblica’, è decisamente raggiante dopo l’ennesimo premio vinto dalla redazione del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. Una testata prestigiosa che, nel corso degli anni, è stata guidata da giornalisti del calibro di Ezio Mauro, Mauro Calabresi, e il barbetta dei Jalisse.

A far trionfare “La Repubblica” nell’ambitissimo Premio “Libero” per le notizie non verificate, è stato l’ennesimo articolo scritto un po’ per sensazionalismo e un po’ per insegnare a quei malvagi giovinastri che attraverso i sacrifici si può fare qualunque cosa in questa vita (soprattutto se nasci col cognome Agnelli). Stiamo ovviamente parlando del pezzo sulla bidella che, ogni mattina, prende il Napoli-Milano per raggiungere il suo posto di lavoro per poi compiere il percorso inverso ogni santissima sera (domenica esclusa, perché dedicata alla visione delle partite del Napoli).

Semplice ma geniale”, commenta proprio il direttore di ‘Libero’ Vittorio Feltri, un po’ rammaricato per aver perso un premio che, nel corso degli anni, si erano aggiudicate realtà come ‘Il Giornale’ e lo stesso ‘Libero’. “Non potevamo non dare il riconoscimento a chi ha diffuso virgolettati falsi come quelli su Patrick Zaki e tutti quelli su ZeroCalcare – e meno male che quello che disegna fumetti è una zecca! E se fosse stato come no… cioè se fosse stato un nostalgico, che gli avrebbero mai fatto?”.

Insomma è un anno già grandioso per il giornalismo italiano come conclude lo stesso Molinari: “La società non vende settimanali o infrastrutture da ben dieci mesi. Per noi è come vincere al Superenalotto”.

Davide Paolino

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