ANCONA – Un colpevole ritardo ha suscitato in settimana l’indignazione generale intorno alla più florida tra le aziende italiane: Poste Italiane, nonostante i suoi quasi 2 milioni di euro di utile, si è fatta cogliere ‘impreparata’ all’inverno.
Pare che, in particolare nelle Marche, decine di postini sono stati costretti a bruciare cartoline e raccomandate per scaldarsi durante le ore di lavoro e alcuni obbligati a infilarsi la posta sotto i vestiti, come ciclisti che si preparano ad affrontare una discesa, e questo solo per essere presenti sul posto di lavoro e per evitare l’assideramento.
Il Ceo di Poste Italiane lo aveva detto: “Assumiamo solo Lapponi, perdio!, no i terroni che chiedono un plaid ad agosto per mangiare all’aperto a Lampedusa” ma purtroppo per lui e la sua azienda, in Svezia, Finlandia e Norvegia i dipendenti delle Poste guadagnano in media 17,50 euro all’ora per lo stesso lavoro (plaid incluso) e non ci pensano minimamente a venire a giocare nel ‘campionato italiano di consegna pacchi’.
Nel frattempo, in attesa di una mossa dei Sindacati (pare abbiano chiesto dei cordiale e punch al mandarino alla base della contrattazione), decine di clochard insieme ad alcune associazioni umanitarie, hanno deciso di rinunciare alle comodità delle panchine e hanno iniziato a mettere da parte cartoni per donarli alle Poste.
Vittorio Lattanzi
