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Panico a Roma: tutti i passeggeri positivi al termoscanner ma era solo l’autobus che andava a fuoco

Foto Credits: Kaga tau

Roma – Si sono vissuti momenti di terrore questa mattina a bordo di un autobus della linea 46, in transito tra i quartieri Aurelio e Primavalle. Il mezzo ospitava a bordo circa 20 passeggeri a cui però, per una disattenzione dell’autista, non era stata rilevata la temperatura tramite termoscanner. Avvedutosi della dimenticanza, l’autista, impegnato sia a guidare che ad intrattenere una conversazione su WhatsApp, ha lanciato il termoscanner nel corridoio del bus, dicendo “Tiè, misurateve ‘a febbre”.

L’incombenza di rilevare la temperatura ai passeggeri è ricaduta sulla 83enne signora Ada, in qualità di zia di un’infermiera. La donna, non avendo mai visto un termoscanner, ha provato in un primo momento a infilarlo nel sedere di un ragazzo bengalese. Poi dopo aver ottenuto dei rudimenti sul corretto utilizzo dello strumento proprio dal ragazzo bengalese (“Fronte, signora, no culo, fronte!”) ha misurato diligentemente la febbre a tutti.

Al termine dell’operazione la signora Ada ha annunciato candidamente: “Fatto! C’abbiamo tutti una temperatura di 86 gradi!” Dapprima si è pensato a un malfunzionamento del termoscanner, ma poi qualcuno ha iniziato a gridare “Oddio, c’avemo tutti er covid!”, scatenando il panico generale. Tra urla, spintoni e parolacce è partita subito la caccia all’untore, individuato immediatamente nel ragazzo bengalese (“Aho, questo c’ha la faccia da asintomatico”) e culminata con il tentativo di infilargli di nuovo il termoscanner nel sedere, stavolta per punizione.

I passeggeri inferociti stavano per gettare il bengalese dall’autobus in corsa, quando l’autista si è accorto che l’aumento di calore era dovuto non all’infezione da coronavirus ma a un incendio che si era propagato dal vano motore. Quindi ha tranquillizzato tutti: “Aho, state carmi, nun è er covid, è l’auto che sta anna’ a foco!”. Immediato il sospiro di sollievo tra i passeggeri, ormai abituati ai cosiddetti flambus della capitale, che quindi sono tornati a sedersi tranquillamente tra risatine e pacche sulle spalle. Addirittura, dopo che qualcuno ha fatto notare che il virus non sopravvive a queste temperature, tutti si sono tolti le mascherine e si sono lasciati andare a festeggiamenti fra risate sguaiate e sputazzate per terra. Il clima euforico ha coinvolto anche il ragazzo bengalese a cui è stato concesso di togliersi il termoscanner dall’ano.

Il viaggio, quindi, è proseguito serenamente in un clima da pre-pandemia. L’incendio, che ha trasformato il 46 nel primo autobus covid free d’Italia, è stato poi spento all’arrivo al capolinea dalla signora Ada, in qualità di nonna di un vigile del fuoco.

Eddie Settembrini

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