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Nuovo condono in arrivo: Governo vara la pace elettorale per le promesse non mantenute

19 ottobre 2018

Roma –“Tutti noi abbiamo qualcosa da farci condonare”: in questa frase potrebbe sintetizzarsi l’ultima iniziativa del Governo del Cambiamento, inserita in un decreto sullo svolgimento dei campionati di nuoto sincronizzato, che contemporaneamente permette agli abusivi di Ischia di edificare su un’altra isola a proprio piacimento – inclusa la Sardegna – in attesa che una manina la piazzi al posto giusto. In pratica, le forze politiche attualmente al Governo, e solo quelle, potranno sanare a condizioni agevolate i propri debiti con l’elettorato, vale a dire le promesse.

 

Chi, ad esempio, si è impegnato a governare all’insegna dell’honestà potrà dichiarare realizzata la promessa quando meno del 60% dei provvedimenti approvati sia a favore di evasori e ladri, mentre il solenne giuramento di non sfornare condoni non si riterrà violato qualora si individuino adeguati sinonimi e perifrasi. Sono previsti poi saldo e stralcio, qualsiasi cosa si intenda, per le promesse comportanti impegni finanziari fino a tre miliardi l’anno, possibilità di compensare tutte le altre con provvedimenti volti a soddisfare diversi voleri ed esigenze dell’elettorato, anche se non inseriti nel Contratto di Governo (clausola “Negher“), condono tombale per gli impegni rivelatisi impossibili da mantenere (clausola “bagno di realtà”).

 

Particolarmente significativi sono i punti volti a valorizzare la partecipazione del popolo, che questo Governo, per la prima volta nella storia, considera non mero suddito ma vera guida politica e principale responsabile delle azioni dell’esecutivo. In sintesi, nessuna promessa potrà considerarsi infranta quando un numero consistente di elettori, individuato in cinquanta, esprima, sul Sacro Blog o ad un gazebo della Lega, un consenso verso il Governo, anche attraverso emoticon, meme, insulti agli “altri” o semplici errori grammaticali.

 

Rosaria Greco

Nasce nel 1966 a Bologna. Subito deportata al Sud, acquisisce un accento che le garantisce l'odio leghista nonostante l'aspetto nordico. Attualmente infesta un paese irpino, accuratamente scelto in base a calcoli sbagliati. Finiti i soldi dei telequiz, ha dovuto cercarsi un lavoro vero: la laurea in legge l'ha costretta a diventare avvocato, causandole nausea perenne. Sposata con un riparatore di cucù, gli rovina la reputazione con i suoi continui ritardi.

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