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Di Maio denuncia: “Al Ministero dei Trasporti è arrivato un Toninelli manipolato”

18 ottobre 2018

Roma – Sono ore drammatiche quelle che sta vivendo il Movimento 5 Stelle. Dopo la manina intervenuta nel Decreto Dignità e soprattutto dopo quella che ieri sera ha manipolato il Decreto Fiscale inserendo un condono di cui beneficerà a posteriori anche Al Capone, oggi Luigi Di Maio denuncia un’altra clamorosa irregolarità. Ne dà notizia lo stesso vicepremier con un post su Facebook:

+++ “È accaduto un fatto gravissimo! Il Toninelli che è arrivato al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture è stato manipolato. Nel Toninelli inviato al Ministero, ma non accordato dal Consiglio dei Ministri, c’è una percentuale di cazzate troppo elevata. E inoltre, se guardate bene, i suoi occhi sono disegnati direttamente sopra le lenti degli occhiali, come un giornale onesto aveva fatto notare. Noi del MoVimento 5 Stelle non lo accettiamo un Toninelli così. Non so se una manina politica o una manina tecnica, in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla Procura della Repubblica perché non è possibile che vada al Ministero dei Trasporti un Toninelli manipolato!” +++

Dunque ecco finalmente spiegato il motivo delle tante minchiate inanellate da Danilo Toninelli. Ma i colpi di scena non sono finiti: pare che il sopracitato post su facebook sia stato manipolato da una manina, non si sa ancora se politica o tecnica, durante il tragitto lungo la fibra ottica che congiunge l’abitazione di Di Maio con quella di Rocco Casalino, a sollevare il dubbio è lo stesso vice premier in un messaggio su twitter, che pare sia stato manipolato a sua volta da una mano politica o tecnica. E oggi il giallo si infittisce ulteriormente: una nota ufficiale di poche ore fa del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, fa sapere che il ministro Toninelli in realtà non si è ancora insediato.

Eddie Settembrini

Come giornalista del Washington Post ha scoperto lo scandalo “watergate”, ma ha lasciato lo scoop a due colleghi ambiziosetti in cambio di un hot dog. Tornato in Italia ha iniziato a indagare sui delitti del Mostro di Firenze; ha smesso quando ha capito che gli indizi conducevano a se stesso. Ora scrive per Lercio sotto ricatto. Il suo romanzo preferito è “Oblomov”, ma si è immedesimato talmente tanto nel protagonista che non l'ha mai finito.

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