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Nonnina riconvertita in azienda produttrice di mascherine

Foto Credits: LERCIO Autore A.V. ; Nella Foto N.M.

I primi a partire sono stati i grandi nomi della moda: Prada, Gucci, Armani, poi a ruota altre firme, anche non propriamente del settore come Ferrari, Ramazzotti e Bulgari. Sempre più imprese italiane stanno riconvertendo la propria produzione a beneficio di camici, mascherine e quanto di utile per combattere l’emergenza Covid-19.

Ma nonostante tutti gli sforzi le previsioni non sono rosee, secondo gli esperti infatti, col ritmo attuale, entro 2 mesi copriremo solo metà del fabbisogno nazionale. Da qui l’idea del governo: riconvertire le nonne a produttrici di presidii sanitari, ridonando anche un sorriso a queste donne meravigliose e amorevoli, costrette tutto il giorno chiuse in casa, sole come non mai in questo periodo, e spesso anche brutalmente denipotizzate.

Le misure previste dal nuovo decreto prevedono due soluzioni: la nonnina verrà riconvertita in azienda tessile, le verrà consegnata una partita IVA d’ufficio, senza passaggi burocratici di nessun tipo ma anche senza nessuna copertura, solo per garantirle un alto grado d’immunità ai virus. La seconda soluzione prevede, invece, il lavoro conto terzi, direttamente all’interno della sua abitazione. Alle prime dieci nonnine riconvertite completamente verranno concesse 100 euro in più sulla pensione e un pacco da 12 scatole di Tocilizumab, ma col bugiardino in cinese.

Intanto i risultati fin qui ottenuti hanno del miracoloso, il nuovo ventilatore della Ferrari, testato nella galleria del vento, è andato oltre le aspettative, da 0 a 100 respiri in meno di 7 secondi, mentre Prada ha già annunciato la nuova collezione di mascherine Autunno/Inverno. A questi sforzi si unisce il nostro Grazie.

Vittorio Lattanzi

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