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“Non mi fido se non so che c’è dentro”: AstraZeneca manda a casalinga la ricetta per farselo da sola

Foto Credits: Alison Martinu

VOGHERA (PV) – Sembra finalmente giunta a una soluzione (sottilissimo gioco di parole) la questione relativa alla presunta nocività del vaccino AstraZeneca. Il prodotto della casa farmaceutica anglo-svedese da giorni sta seminando scompiglio nel mondo creando uno stato di confusione tale che il Generale Figliuolo stava già meditando di riprendere servizio in Kosovo. “È comunque una situazione più tranquilla della Lombardia”, ha dichiarato infatti il Commissario Straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure sanitarie di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19 (la cui sigla è CSPLAEICDMSDCECDEEC-19, uno dei rari incarichi che diventano più lunghi da abbreviati).

Alberta Arbasina, una tenera casalinga di Voghera, è riuscita a farsi mandare nientemeno che la ricetta del famigerato intruglio per verificare di persona la bontà del liquido da inoculare: “Non mi fido delle cose che non so cosa contengano, che sia la Nutella o il Viagra che prende quello smidollato di merda di mio marito!“, ha dichiarato la casalinga forse poi non così tenera.
La donna avrebbe approfittato del fatto che uno dei suoi figli, che sta facendo una fortuna come rider a Londra, condivida la stanza con il cugino del parrucchiere di Boris Johnson, tramite il quale avrebbe convinto il cancelliere britannico a contattare AstraZeneca per farsi inviare la ricetta del loro tanto discusso vaccino. In cambio, Alberta gli ha promesso un pacco di penne lisce, di cui gli inglesi, noti bongustai, vanno matti.

Ecco, quindi, la lista degli ingredienti necessari alla preparazione:
• L-istidina
• L-istidina cloridrato monoidrato
• Magnesio cloruro esaidrato
• Polisorbato 80 (E 433)
• Etanolo
• Saccarosio
• Sodio cloruro
• Disodio edetato (diidrato)
• Acqua per preparazioni iniettabili
• Olio q.b.

Alberta ha apprezzato fin da subito il fatto che il vaccino non contenga conservanti e soprattutto che non la costringa, a differenza del Pfizer, a impegnare il suo congelatore che in genere usa solo per tenerci i peperoni: “Ho seguito la ricetta e dopo averlo assaggiato confesso che lo preferisco pure al Moderna, che è sempre giù di sale. Sarà per quello che lo danno ai vecchi“.
La casalinga ha quindi provveduto a inocularlo a tutta la famiglia, ai vicini e a Scanzi che passava per caso lì davanti. Una dose avanzata è stata somministrata al gatto, il quale subito dopo ha cominciato a leccarsi voluttuosamente le palle, con grande entusiasmo degli appena vaccinati nipoti della signora Alberta, entusiasmo immediatamente smorzato dalla donna che ha spiegato agli euforici ragazzi che, purtroppo per loro, quello non era un effetto collaterale del vaccino ma che il fortunato felino riusciva a farlo anche prima.
Scanzi ha ribattuto che lui, invece, ne è sempre stato in grado.

Augusto Rasori

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