Netanyahu propone di far nuotare i palestinesi nel Canale di Hormuz per sminarlo

GERUSALEMME – In un nuovo guizzo di genio strategico, Benjamin Netanyahu ha proposto la soluzione definitiva al problema delle mine nel Canale di Hormuz: farci nuotare i palestinesi.
“Sono ottimi nuotatori”, ha dichiarato il premier israeliano durante una conferenza stampa. “Mandiamoli là. Se toccano una mina, boom: problema risolto. Se invece arrivano dall’altra parte, abbiamo liberato il Golfo. Win-win. Soprattutto per noi”.

Fonti vicine al Likud rivelano che il piano, denominato “Gaza-to-Hormuz”, prevede di equipaggiare i volontari (cioè chiunque respiri ancora a Gaza) con un salvagente dell’UNRWA e una maglietta con scritto “Peace Flotilla 2.0”. “L’importante è che nuotino in formazione compatta”, ha aggiunto Netanyahu, “così se esplode uno esplodono tutti e risparmiamo tempo”.

Interpellato sulle possibili critiche internazionali, Bibi ha alzato le spalle: “I palestinesi dicono sempre di volere il mare. Ecco, glielo diamo. Un mare pieno di sorprese”. Secondo i calcoli del Ministero della Difesa, con una densità di 2,3 milioni di palestinesi per chilometro quadrato, basteranno tre ondate per rendere il canale navigabile. “È ecologico, economico e soprattutto riutilizzabile”, ha concluso sorridendo. “Quelli che sopravvivono li rimandiamo indietro per la seconda tornata. I più fortunati diventeranno grandi atleti paralimpici”.

Fabio Corigliano

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