NATO, la rabbia di Rutte: “Infantino sta leccando il culo a Trump più di me”

Ankara – Lo abbiamo visto sorridente in mondovisione, come tutte le volte che si ritrova ad annuire mentre ascolta le sparate di Trump, ma secondo alcune indiscrezioni circolate nei corridoi del Complesso Presidenziale Beştepe, nella capitale turca, il Segretario Generale della NATO è letteralmente furioso.
Pare, infatti, che non abbia per nulla digerito che nella sua opera di leccaculismo verso il presidente americano si sia prepotentemente inserito un nuovo e temibile avversario.

Mi ero appena liberato di quella pericolosissima infatuata rivale di Giorgia Meloni”, avrebbe dichiarato Mark Rutte, “grazie a un lavoro di logoramento ai fianchi di Donald. Ero anche riuscito a seminare ulteriore zizzania tra loro comunicando che, a dispetto di quanto dichiarato dal governo di Roma, almeno 500 aerei erano decollati dall’Italia per prendere parte a operazioni ai danni dell’Iran. Gli avevo anche confidato la balla che lei in privato lo chiama Romeo er gatto der Colosseo, prendendosi gioco della sua capigliatura. E quando finalmente la via per il deretano del POTUS era completamente libera, ecco che si è inserito un diabolico guastafeste!

Ma verso chi rivolge i suoi strali l’ex premier dei Paesi Bassi? Ovviamente verso Giovanni Vincenzo Infantino, detto Gianni, che negli ultimi mesi si è prodigato in modo imbarazzante per lisciare il fondoschiena a Trump, utilizzando i metodi più svariati, come l’apposita istituzione di un fantomatico Premio FIFA per la Pace da assegnare prontamente all’inquilino della Casa Bianca.

Io mi sorbisco da mesi le battute oscene del presidente USA“, pare abbia amaramente rimarcato il segretario NATO, “e quello che fa? Telefona al pelato per far annullare la squalifica di uno degli attaccanti della Nazionale! Sapete a me quante volte ha telefonato? Zero! E dire che sto mandando in vacca il bilancio di mezza UE per compiacerlo. E mai, mai una volta che mi abbia chiesto come sto. A me, che ho quasi una paresi a furia di ridere alle sue cazzate. Porca troia, pure al Board of Peace l’ha invitato quello svizzero! A me mica l’ha regalato il cappellino ‘USA’. Cazzo, l’han dato persino a Tajani. Ghereghereghè un par de palle“.

Augusto Rasori

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