Multati giovani partiti per un viaggio psichedelico senza autocertificazione

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Foto Credits: Lercio

Delucania (Sud) – Erano dalle parti di Salerno, ai confini del deserto, quando le droghe cominciarono a fare effetto. Per giunta, senza autocertificazione. Due coinquilini del capoluogo campano, rintanati in casa per via della legge marziale imposta per le strade dal Presidente della Regione Vincenzo De Luca, hanno dato fondo al loro sacchetto di funghetti allucinogeni per cercare delle cure alternative alla noia e soprattutto al contagio. Violando, però, le attuali norme sugli spostamenti.

Il virus era ovunque e così i due hanno pensato fosse meglio avventurarsi nell’unica landa al sicuro dalle contaminazioni: quella psichedelica. “Non sapevamo occorresse una certificazione anche per questi viaggi”, si sono giustificati i due sventurati psiconauti: Raulo Ducco e Oscar Acosta, ai quali abbiamo chiesto i particolari dell’accaduto:

D: Perché avete scelto la droga al posto della vita?
Raulo: Potremmo dire che abbiamo scelto la vita al posto del virus, a dire il vero. Abbiamo scelto di rimanere a casa perché siamo cittadini che hanno a cuore innanzitutto la salute altrui e la propria, senza contare un’infatuazione adolescenziale per la morale del governatore De Luca. Abbiamo deciso di optare per un viaggio lisergico che non potesse nuocere a nessuno… ma qualcosa è andato storto. Non ricorda?

D: Ci arriviamo… ma, come vi siete sentiti durante il viaggio?
Oscar: Hai mai provato la sensazione di toccare il colore rosso in 4d? Al tatto ricorda lo stesso profumo della Quinta sinfonia di Beethoven. Lei invece, che sensazioni ha provato?

D: Io… io non ero lì. Invece, Raulo, torniamo ai fatti, cos’è successo durante il tragitto?
Raulo: Dopo aver ingerito i funghetti e preparato il giusto setting con l’incenso – che dalle nostre parti vuol dire fare i broccoli e salsicce – ci siamo messi in viaggio. È bastato fare una decina di km col pensiero che una volante color arcobaleno ci ha fatto accostare e chiesto patente, libretto e autocertificazione. Ho consegnato solo i primi due al tizio, un serpente con i denti del giudizio al posto degli incisivi e i baffi fatti col paraurti di una Cadillac, indubbiamente un poliziotto. Appena ci ha riferito che avremmo dovuto pagare una multa abbiamo preso a scappare verso il deserto del Nevada. Conosco Oscar, lui piuttosto che pagare duecento euro leccherebbe una spogliarellista di Codogno. Durante l’inseguimento ho avuto un senso di beatitudine estrema che mi ha portato ad abbracciare prima un porcospino con le molle al posto degli aculei, poi Vincenzo De Luca sorridente e infine una farmacia di turno che vendeva solo pizza fritta.

D: Oscar, ho visto che durante il resoconto di Raulo lei ha bofonchiato un paio di volte. C’è qualcosa nel racconto che non va?
Oscar: Sapendo di essere stati multati per colpa di quello sprovveduto di Raulo, il mio viaggio è partito direttamente dal Nevada. Ero in un motel, dentro una vasca da bagno, di quelle che si trasformano in docce in sole otto ore eliminando lavorazioni edili indispensabili e dispendiose. Con i soldi risparmiati della multa ho chiamato una spogliarellista del posto per farla venire in camera. Non so per quale motivo, ma si è presentata con una mascherina. E lei era lì con noi, ha visto tutto!

D: Vi rendete conto che state dando due versioni contrastanti della stessa storia? E poi io mi trovavo a casa, suvvia!
Raulo: No, è lei che vede il mondo scorrere linearmente quando non c’è prova da nessuna parte che quello che percepiamo come reale lo sia in verità. L’ansia, la preoccupazione, la disperazione, il terrore, non sono che reazioni chimiche a livello neuronale, e possono essere tanto immotivate quanto ogni altra cosa che succede nel mondo. Secondo lei è plausibile che a vincere Sanremo sia stato Diodato e non I Pinguini tattici nucleari? Capisce cosa intendo?

D: No…
Oscar: Come avvocato di Raulo Ducco mi permetto di riformulare la sua ultima affermazione. Quella che definite sobrietà non è che un’altra forma di dipendenza. E sì, noi non avevamo l’autocertificazione, né un motivo buono per trovarci in Nevada, e sopratutto non sapevamo che la spogliarellista con la mascherina fosse De Luca, noi eravamo certi di essere nel nostro appartamento e non sul lungomare di Salerno. Era lei quello a trovarsi in piazza!

D: Io in piazza? Siete voi quelli usciti di casa!
Raulo: Ogni vero viaggio è un viaggio verso l’interno, non verso l’esterno. Quindi le forze dell’ordine sostengono che stessimo ballando nudi in Piazza della Concordia a Salerno, quando in realtà era lei a trovarsi in piazza, e noi non siamo che allucinazioni della sua immaginazione. Lei non si è mai alzato dal divano. Si è addormentato con la televisione accesa. La quarantena le sta facendo male. Chiami un dottore!

Andrea H. Sesta & Mattia F. Pappalardo