Los Angeles – Mancano poche ore al match di esordio dell’Iran ai campionati mondiali di calcio americani. I giocatori mediorientali si avvicinano all’appuntamento con una certa tensione, dovuta sia all’importanza della partita, sia al fatto che il paese ospitante li odia a morte e li sta bombardando da mesi.
Donald Trump ha già dimostrato di essere poco ospitale con gli atleti stranieri, specialmente con quelli che non hanno la pelle bianca, ma nei confronti degli iraniani ha una particolare diffidenza: “Non dobbiamo perderli di vista neanche un istante – ha comunicato il tycoon al suo fido Gianni Infantino – questi possono radicalizzarsi anche tra il primo e il secondo tempo”.
Per questo il presidente americano ha deciso che i giocatori dell’Iran dovranno essere sempre ben visibili durante tutta la competizione e a questo scopo ha stabilito che dovranno indossare una divisa speciale, quella arancione tipica dei presunti terroristi detenuti a Guantanamo.
Ma questa non è l’unica richiesta che il presidente americano ha fatto a Gianni Infantino, Trump ha chiesto anche che gli iraniani giochino con le manette ai polsi e le catene alle caviglie: “Questi potrebbero farsi esplodere durante una mischia in area di rigore! Potrebbero dirottare l’autolettiga a bordo campo e lanciarsi contro gli spettatori!”.
Il presidente della FIFA, nonostante il rapporto privilegiato intercorrente tra la sua lingua e il culo del presidente americano, si è visto costretto a far presente a Trump che le catene alle caviglie non sono accettabili, perché potrebbero interferire con il regolare svolgimento delle partite, in quanto i piedi in questo sport ricoprono un ruolo rilevante. “Le manette ai polsi invece vanno bene – ha risposto Infantino – perché tra l’altro impediscono eventuali falli di mano involontari. Anzi, credo che la metterò come regola generale a partire dalla prossima stagione”.
Eddie Settembrini
