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Migranti, vicepresidente USA Kamala Harris rettifica: “Mi riferivo solo a quelli poveri”

Foto Credits: Gage Skidmore

Guatemala (USA, ah no scusate, non ancora) – Stanno facendo molto discutere in questi giorni le parole della vicepresidente del Mondo (ah, no scusate, non ancora: degli Stati Uniti), Kamala Harris, che, durante una conferenza stampa con il presidente guatemalteco, si è rivolta direttamente agli abitanti della Nazione e di tutto il Centroamerica con parole che hanno fatto il giro del mondo: Voglio essere chiara con le persone di questa regione che stanno pensando di intraprendere quel pericoloso viaggio verso il confine tra Stati Uniti e Messico: non venite. Non venite“.

Harris ha spiegato, infatti, che non è necessario che i centroamericani tentino di andare negli Stati Uniti, perché, se tutto andrà per il verso giusto, saranno gli Stati Uniti ad andare presto da loro.

Effettivamente, restano del tutto incomprensibili le ragioni per cui i centroamericani debbano tentare un viaggio così travagliato (e gli Stati Uniti si assicurano costantemente che lo sia!) quando stanno così bene nei loro Stati di origine nonostante 240 piccolissime sanzioni imposte da Trump e che Biden, al momento si è dimenticato di togliere, e nonostante le ingerenze militari degli USA che nel corso dei decenni hanno favorito numerosi golpe (anche proprio in Guatemala) e impoverito drammaticamente l’intera regione, ostacolando la permanenza di governi progressisti.

Ma nonostante ciò, alcuni detrattori si ostinano ad evidenziare una presunta ipocrisia nelle cristalline parole di Kamala Harris, arrivando addirittura a rinfacciarle di essere lei stessa figlia di migranti.

Accuse che la vicepresidente ha respinto al mittente: “Quando dico agli stranieri che non devono venire negli Stati Uniti, non mi riferisco certamente alle brave persone come imprenditori, registi, trafficanti di armi , amministratori delegati di aziende produttrici di razzi spaziali. Loro sono e restano sempre i benvenuti. I miei genitori erano, sì, migranti, ma ricchi! Entrambi erano professori e mia madre era addirittura membro di una delle più altolocate elite induiste. Voglio dunque scusarmi con quante di queste persone si siano sentite ingiustamente colpite. Il mio discorso invece era diretto esclusivamente ai miserabili privi di mezzi, magari pure perseguitati dai regimi che abbiamo messo in piedi, che sperano di trovare negli Stati Uniti una nuova occasione. Magari, se proprio dovete, provate in Canada“.

Francesco Conte