Foto: Fernando Frazão e Ruben Ortega

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“Mi ispiro al mio idolo”, Neymar dedica a CR7 le accuse di stupro

11 giugno 2019

SUINO (Fraz. Senhor) – Un ennesimo scandalo ha coinvolto il mondo del pallone, in particolare una delle stelle più in vista del calcio degli ultimi anni. È di questi giorni infatti la notizia che un extracomunitario ventisettenne avrebbe usato violenza su una connazionale, parimenti extracomunitaria dunque, sul suolo parigino. Il presunto colpevole sarebbe uno dei giocatori più pagati al mondo e stella del Paris Saint-Germain, a cui daremo un nome fittizio per garantirne l’anonimato: Neymar da Silva Santos Júnior.

L’attaccante del PSG è diventato famoso quando, arrivato al Barcellona dal Brasile, fu eletto “erede di Messi”, ma nonostante questo a vincere i palloni d’oro continuavano ad essere solo Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Nonostante abbia giocato per diversi anni insieme a Messi, all’ex compagno di squadra e socio in mille vittorie ha sempre preferito Cristiano Ronaldo: “Perché semplicemente non è argentino” sarebbe la motivazione.

Visto che negli ultimi anni gli infortuni gli stanno segnando la carriera, al brasiliano non resta altro che abbandonare la caccia al tanto desiderato pallone d’oro e dedicarsi all’emulazione del suo idolo in altri ambiti che non siano sportivi. “Questa accusa giunge a fagiolo – ha detto al Procuratore brasiliano – da qualche tempo anche il mio amico e idolo Cristiano Ronaldo sta affrontando delle grane legali per un’accusa del genere. Ora finalmente posso giocare con CR7 nel team degli accusati di stupro (squadra allenata da Dominique Strauss-Khan NdR) – ha aggiunto un raggiante Neymar – insieme ad altri atleti del calibro di Kobe Bryant e Tiger Woods e stelle del cinema come Woody Allen e Kevin Spacey. Magari prenderò il posto di quel ciccione di Weinstein che lì davanti non ne prende una”. Dette queste parole l’indagato si sarebbe alzato dalla sedia, si sarebbe tolto la maglia della squadra degli accusati di stupro e si sarebbe messo a correre tutto intorno alla stanza del commissariato e sporta la testa da una finestra avrebbe indicato il cielo urlando “Cristiano, questo è per te”. A quel punto al Procuratore non è rimasto che ammonire il giocatore invitandolo a rimettersi la maglia.

Ma subito dopo il fuoriclasse avrebbe finto di subire uno sgambetto da una delle guardie presenti all’audizione e si sarebbe rotolato a terra come in preda a delle convulsioni. A quel punto il Procuratore, spazientito, lo avrebbe cacciato fuori dal commissariato per somma di ammonizioni. Inutili le proteste dell’avvocato Signor G che spiegava al Pubblico Ufficiale che quello era un tic che aveva acquisito dopo anni e anni di calcio ad altissimi livelli: “È un po’ come quello che accade a chi lavora in quel di Baggio, in catena di montaggio, e che gira una ramella, sempre una e sempre quella. Ed un giorno è così che gli viene fuori un tic”.

L’interrogatorio dunque si sarebbe concluso prima ancora di iniziare, ma il difensore dell’attaccante del PSG sembrava quasi felice perché: “Essendo stata fatta la denuncia in Brasile è caduta l’aggravante dell’extracomunitarietà”.

Molte sono poi le notizie venute fuori sui vari social e riprese dai giornali, e il desiderio di sentenziare prima ancora che sia partito il processo è forte. Ma sarebbe errore grossolano dare il proprio verdetto prima che si sia espressa Barbara D’Urso.

Claudio Favara

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(Catania, 1982). Studia tantissimo per poter lavorare nei call center prima, come trascrittore poi. Per arrotondare fa l'orso nelle fattorie della bile cinesi.

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