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Mamma no-vax organizza Covidparty e stermina tutta la classe di suo figlio

Elaborazione immagine di Augusto Rasori

Vacci (NO) – “Che pericolo cercano di nasconderci dietro la minaccia di un’epidemia di proporzioni mondiali?
Un pericolo peggiore di un’epidemia di proporzioni mondiali? Boh, una di proporzioni galattiche?
Eccallà!”

Non ha dubbi Maria Mallòn, convinta No Vax sin da quando ha scoperto che il nome vaccino deriverebbe dalla vacca, il che, dice, “Dimostrerebbe che i medici sono tutti macellai”.
Maria è sempre stata attenta ai complotti delle multinazionali – per esempio compra solo cioccolato della Nestlé perché la Ferrero non gliela conta giusta con quegli ovetti che non si sa chi decida quale sorpresa spetti a ogni singolo esemplare prodotto – e indaga da sempre sulle trame malefiche di Big Pharma.
Testimonianze delle speculazioni di quei criminali compaiono sin dalla notte dei tempi” – ci spiega Maria – “Nella Bibbia si dice che non si può guarire dalla lebbra tranne che con l’aiuto di Dio e ogni due per tre viene ricordato che Dio è grande. E come si dice “grande” in inglese? Big! Eccallà! C’era già Big Pharma dietro il business della lebbra!”.

Nemmeno la peste del Decamerone di Boccaccio sfugge all’occhio analitico della signora Mallòn: “Voi conoscete i nomi dei ragazzi sfuggiti alla peste? Una di loro si chiama Lauretta, modellata su Laura de Novalis, ispiratrice di diverse opere artistiche, Eccallà! Dietro di loro c’era la Novartis, altra multinazionale!
Ormai la donna è un fiume in piena: “E dov’è stato il colera nel XIX secolo? In Svizzera! E dov’è stata fondata la Roche nel XIX secolo?
In Svizzera?”
Eccallà, altra multinazionale nata per sfruttare il business delle epidemie!”

Maria, però, è oggi balzata agli onori della cronaca soprattutto per il Coronavirusparty che ha indetto per suo figlio Placebo e i suoi compagni di scuola e che si è concluso con la decimazione dell’intera classe: “Non so davvero come sia potuto succedere! Sono anni che organizzo feste per i miei figli, Tifoparty, Coleraparty, Vaioloparty, Sarsparty, Aviariaparty, Febbresuinaparty e non è mai successo nulla, cioè, a parte perdere un figlio a ogni festa ma pensavo fosse colpa di quella maledetta CocaCola”.

Mentre veniva portata in questura, un giornalista ha fatto ancora in tempo a domandare alla scriteriata madre come le fosse balenata un’idea così folle: “Ho sentito un medico che suggeriva di farlo col morbillo e mi pareva la stessa cosa”.
“Quale medico?”
“Uno che sta al Parlamento”
“Un medico al Parlamento?”
“Boh, medico, una che è appena diventata dottore”.
“Una donna?”
“Sì”.
“Appena diventata dottore”.
“Sì”.
“Paola Taverna?”
“Eccallà!”

Augusto Rasori

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