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Majin Bu attacca il Vaticano. Bergoglio e Ratzinger si fondono in ‘Berzinger’ per batterlo

Majin Bu attacca il Vaticano. Bergoglio e Ratzinger si fondono in 'Berzinger' per batterlo - Lercio
(Foto: Eros Tanco)

CITTÁ DEL VATICANO – Allarme rosso nella capitale della cristianità e sede del palazzo di giustizia divina: il supercattivo Majin Bu ha dichiarato guerra al Vaticano e si trova attualmente sospeso a 150 metri di altezza sopra San Pietro, in minacciosa attesa.

Tutto è cominciato lo scorso lunedì, quando Majin Bu ha letto un articolo dell’ Osservatore Romano che per l’ennesima volta lo insultava, etichettandolo come ‘personaggio di fantasia’. La creatura è sempre stata molto irritabile riguardo a questo argomento, e l’ultimo affronto è stata la fatidica goccia. Così Bu ha prima scritto una furente replica al quotidiano, nel quale rivendica: “Se io sono un personaggio inventato allora cosa dovreste dire dello Spirito Santo? Una scusa tanto improbabile quanto astrusa per nascondere una scappatella extraconiugale! E Gesù? Ma vi sembra possibile che uno si immoli per i nostri peccati 2000 anni prima che noi li compiamo?”. L’alieno ha quindi sfidato Papa Francesco dichiarando che, una volta sconfitto il Vicario di Cristo, raderà al suolo la città.

E proprio ieri il mostro si è teletrasportato sopra Piazza San Pietro, dove si è trovato a fronteggiare Francesco. Nella prima scaramuccia Majin Bu si è limitato a scagliare un’onda energetica sfigurando la guglia della cupola, e a stuzzicare l’avversario: «Adesso chiedi al tuo Dio carpentiere di ricostruirla dal nulla». Bergoglio ha quindi contrattaccato coll’assunto sofistico di Pascal: «Dio esiste e ti sconfiggerà, ci scommetto: se non esiste non perdo nulla, se esiste vinco tutto». Bu ha replicato che se Dio non esiste la Chiesa perde tutto: il Vaticano, la sua casa, tutti i suoi averi e le sue suore da compagnia. Ma Francesco si attendeva questa obiezione, e ha sferrato un colpo poderoso: «Se Dio non esiste noi non perdiamo nulla, perché tutti i nostri averi sono frutto di questue, eredità, donazioni e 8X1000, ottenuti in cambio di astruse promesse di vita eterna, basate sul nulla assoluto. Per questo la Chiesa non può perdere nulla».

Il mostro ha accusato il colpo e si è rinchiuso in un bozzolo, sospeso sopra San Pietro, in attesa di una metamorfosi che lo renda più forte e immune alle cazzate teologiche. Francesco, approfittando di questo stallo, ha chiamato telepaticamente l’ex Papa Benedetto XVI, che si era ritirato a vita privata dopo aver sconfitto Cell, C17 e l’Illuminismo.

Ratzinger si trovava nella base segreta di Castel Gandolfo ma, ricevuto il messaggio, si è subito teletrasportato accanto al suo successore, pronto a utilizzare la celebre ‘tecnica della fusione’: essa  permette ai due supereroi cattolici di unirsi in un unico invincibile corpo. Il superguerriero sarà dotato, come Ratzinger, di tutti gli orpelli di una chiesa secolarizzata ma robustissima sotto il profilo del potere finanziario, le influenze politiche, e l’impunità dalla legge. A cui però si aggiungono i super poteri di Francesco: il presunto ecumenismo e ritorno alle radici povere della Chiesa, le timide aperture verso i diritti civili e l’indubbio carisma stile ‘Con quel sorriso può dire tutte le cazzate che vuole‘.
Prendendosi per mano i due hanno dunque formato il Superpapa Berzinger, che si trova ora in attesa della schiusa del bozzolo. E se non credete a quanto il sottoscritto testimonia, vi sfido allora a leggere una pagina a caso dalla Bibbia.

Gianni Zoccheddu

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