Elettòra (LE) – “È sbucato dal nulla all’improvviso, come un Coprinus comatus – ci spiega il costituzionalista e micologo Prof. Tario Maggiori, docente di Diritto pubblico all’Università di Elettòra – Si tratta di un emendamento alla legge elettorale, che, in sostanza, ribalta il rapporto tra candidato ed elettore”.
L’emendamento, presentato dal Sen. Ennio Indipèn, appartenente al gruppo misto con porcini, è stato approvato all’unanimità dai senatori di tutte le forze politiche.
Il testo della disposizione prevede che “Ciascun candidato potrà esprimere fino a un massimo di dieci preferenze tra tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali della rispettiva circoscrizione. Nel presente testo e in ogni altra disposizione in materia di elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica l’espressione ‘elettori’ dovrà intendersi circoscritta ai soli cittadini iscritti nelle liste elettorali che abbiano ricevuto almeno una preferenza“.
Nel presentare il suo emendamento, il Sen. Indipèn ne ha illustrato gli innumerevoli vantaggi, a partire dai significativi risparmi di spesa fino alla più agevole organizzazione della macchina elettorale. L’ispirazione, racconta il Sen. Indipèn, è arrivata da una celebre poesia di Bertolt Brecht, “Die Lösung” (“La Soluzione”), che nei suoi versi finali formula una domanda retorica che, a grandi linee, suona così: “Non sarebbe più semplice per il Governo, sciogliere il popolo ed eleggersene un altro?”. Sembra quasi incredibile che nessuno avesse provato a tradurre quel sogno in realtà.
“In questo momento non siamo in grado di fare una stima esatta di quanti saranno gli elettori effettivi in base all’emendamento del Sen. Indipèn – spiega il Prof. Maggiori – perché il numero di candidati dipende dal numero di liste che saranno presentate e perché ogni candidato potrebbe esprimere anche meno delle preferenze consentite, senza contare che alcuni cittadini potrebbero ricevere anche più preferenze… se volessimo azzardare una stima di massima, con questo sistema gli elettori dovrebbero aggirarsi tra i 400 e i 600 mila. Sicuramente molti meno degli elettori attuali, che sono circa 45 milioni!”
Con un numero di elettori così basso, osservano i primi analisti, saranno molti meno i seggi da allestire e notevolmente inferiori le spese di scrutinio. Ma, soprattutto, i veri risparmi saranno sulle spese per le cene elettorali e sugli importi destinati alla corruzione degli elettori, che saranno proporzionalmente ridotti.
“Il vero problema, adesso, è quel piccolo ostacolo della Costituzione – ci informa un Senatore che ha chiesto di restare anonimo ma di cui, anche volendo, non conosciamo il nome – Ma abbiamo presentato un disegno di legge di revisione dell’art. 48 della Costituzione, che, con il placet degli altri colleghi parlamentari, dovrebbe essere approvato in tempi record”.
Palazzo Chigi rivendica il risultato con una nota ufficiale di Giorgia Meloni: “Vi avevamo promesso le preferenze. Un altro obiettivo raggiunto. Va beh, in teoria avevano da esse gli elettori a esprime le preferenze sui candidati, ma state a guarda’ er capello! Mo mancano giusto le accise, ma robba de giorni.”
Un sommesso entusiasmo si aggira tra le forze politiche, che hanno già iniziato a dettare le rispettive linee guida su come esprimeranno le proprie preferenze: dato che gli elettori designati saranno poi liberi di votare secondo coscienza, questo passaggio è di cruciale importanza.
I candidati di Futuro Nazionale sceglieranno solo elettori la cui pelle sia compresa in determinati gradienti. Quelli di Forza Italia, li individueranno tra quelli con le dichiarazioni dei redditi più brillanti ma non necessariamente più trasparenti. Da parte sua, la Lega ha reso noto che Matteo Salvini è pronto ad organizzare una “Sagra degli elettori”. Fratelli d’Italia sceglierà i propri elettori nella cerchia dei parenti di quinto grado (avendo già esaurito, tra i candidati, tutti i parenti fino al quarto). Sinistra Italiana selezionerà i propri elettori con lo stesso rigore con cui ha sempre selezionato i propri candidati. Il MoVimento 5 Stelle ha già indetto le elettorarie, ovvero delle primarie in cui ogni cittadino potrà candidarsi a diventare loro elettore con un video di trenta secondi. Azione ha fatto già sapere che tutti i loro candidati esprimeranno un’unica preferenza per Carlo Calenda, come unico elettore, per restare fedeli al dato reale. Italia Viva, invece, punterà sugli elettori con doppia cittadinanza: italiana e saudita. Infine i candidati del Partito Democratico esprimeranno le proprie preferenze per chiunque sia poi disposto a votare PD.
Francesco Conte
