Scoperto il segreto del miracolo di San Gennaro: è la Cardioaspirina

Napoli (NA) – Dopo secoli di dibattiti teologici e analisi spettrometriche, il mistero della liquefazione è stato svelato dal Cicap. Nessun prodigio divino, né una reazione tissotropica o “Effetto Ketchup” (ovvero quell’effetto che si ottiene quando si agita l’ampolla col sangue di San Gennaro prima di versarlo sulle patatine), bensì il più banale dei fluidificanti del sangue: la Cardioaspirina.

Secondo gli storici, nel XIV secolo, l’allora vescovo di Napoli, Monsignor Lauro Lattanzi, per non scontentare i fedeli, dopo aver inanellato una serie negativa di nove ricorrenze senza liquefazione e visto molti devoti iniziare a perdere la fede nel santo protettore degli orafi (ma non dei gioiellieri), decise di prendere in mano la situazione e di intervenire. L’intuizione, racconta nel suo diario ritrovato di recente, gli venne parlando con il suo cardiologo.

Il prelato, approfittando dell’oscurità della notte si intrufolò nel Duomo munito di una confezione di Cardioaspirina 100 mg e un trapano a spillo. Con precisione chirurgica praticò un micro foro nel tappo d’avorio dell’ampolla, polverizzò quattro compresse e le disciolse nel sangue rappreso, proteggendolo così anche dalle trombosi coronariche. Da quel momento la liquefazione è tornata puntuale con precisione elvetica tre volte all’anno, con l’unica raccomandazione di non somministrare altri anticoagulanti onde evitare emorragie nella teca.

Vittorio Lattanzi

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