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Fabrizio Corona fermato mentre tenta di comprare il suo libro con soldi falsi

13 febbraio 2019

MILANO – “Io ho un magnetismo: penso a una cazzata e dopo un attimo sono lì che la faccio”. Sono queste le prime parole con cui si sarebbe difeso Fabrizio Corona, che da due giorni è trattenuto in una caserma dei Carabinieri in attesa di far luce su un illecito in cui sarebbe stato coinvolto. Nei giorni scorsi è stata raccolta la sua deposizione, nonostante l’ex fotografo dei VIP abbia tentato di opporsi chiedendo “quanto mi pagate per questa intervista?”. Dopo la risposta, un sonoro sganassone del maresciallo di turno, Corona ha iniziato a collaborare col massimo impegno.

A quanto è stato ricostruito, tutto nasce da un equivoco. “Non avevo visto che si trattava di una libreria, altrimenti non ci sarei mai entrato” ha raccontato l’ex re dei paparazzi, dopo aver sputato un premolare d’argento. “Mi sembrava semplicemente un luogo deserto, dove è molto probabile incontrare spacciatori e drogati vari. Spacciatori da intervistare per conto di Giletti, ovviamente”.  Corona però si sarebbe presto accorto di non essere dove credeva e, a quanto racconta, dopo essersi fatto la cassiera, la responsabile vendite e la sagoma di Antonella Clerici messa accanto al suo libro “Pane, amore, Felicità” (“Avevo letto ‘pene’, eheh” ha scherzato Corona prima di essere raggiunto da un altro sganassone del maresciallo di turno), avrebbe deciso di lasciare subito quel luogo.

“Stavo andando via quando sono stato fermato da 1.500.000 fan di cui non mi ero accorto fino a quel momento” ha proseguito Corona, con la consueta attendibilità, “mi adoravano, volevano sfiorarmi, volevano il mio autografo, un bacio, un tratto del mio pene. Che dovevo fare? Ho occultato la roba che avevo in tasca nella prima cosa che mi è capitata sotto mano”. A quanto riferisce, Corona avrebbe allora afferrato il suo nuovo libro di cui tanto si parla e avrebbe nascosto dentro una bustina di droghe pesanti, del tipo che si usa quando ci si prepara a un’intervista con Silvia Toffanin. “Non mi ero accorto fosse il mio libro, e come avrei potuto? Chi cazzo l’ha letto mai? Non so nemmeno com’è fatto”.

Successivamente, dispersa la folla, secondo Corona il libro stava per essere comprato da qualcuno e a quel punto lui si è precipitato a recuperarlo. “Dopo essermi fatto la ragazza delle pulizie, una bambola gonfiabile e un bull terrier, sono andato alla cassa con questo coso imbottito di droghe e ho pagato il libro con i miei soldi, i soldi che mi sono guadagnato onestamente, col duro lavoro” ha continuato a vaneggiare Corona, spuntando un dente del giudizio placcato in tungsteno. “Posso intervenire? Non era un bull terrier, ero io” ha precisato Lele Mora, comparendo e scomparendo improvvisamente. Corona avrebbe poi tentato di pagare attingendo dal suo portafoglio a forma di controsoffitto, tirando fuori diverse banconote da 3 euro. A quel punto è scattata la segnalazione. Corona sarebbe stato subito immobilizzato da agenti piovuti dall’alto tipo squadra d’assalto e avrebbe tentato di difendersi con una frase emblematica: “È vero, sono soldi falsi, ma perché, quello vi sembra un libro vero?”. Vedremo come finirà questa spiacevole vicenda.

Stefano Pisani

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Stefano Pisani è esperto in Astronomia leggera, Pesca di spalle, Storia della storia, Waffle, Biografie insensate.

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