Elisabetta Franchi prova a rimediare: “Disposta ad assumere anche donne sotto i 12 anni”

Genderg (AP) – Dopo giorni di polemiche per le sue frasi da molti giudicate sessiste (“io oggi le donne le ho messe ma sono ‘anta’” “io le prendo che hanno fatto tutti e quattro i giri di boa” “Io sono emiliana, e nonostante sia così emancipata, io credo che noi donne abbiamo un dovere che è quello che è scritto nel nostro DNA), pronunciate durante un evento organizzato da Il Foglio e PWC, Elisabetta Franchi ha infine riconosciuto di essersi espressa in modo inappropriato e alcune volte nemmeno in italiano (“io lo dico sempre alle mie follower: non rimaniate sempre luccicanti dalla passarella”).

Franchi ha spiegato che in realtà, nella sua azienda, ha sempre assunto più donne che uomini e che le donne manager nella sua azienda sarebbero il doppio degli uomini: però questo le pareva brutto dirlo davanti a tutti perché magari finiva per sembrare troppo progressista e le toglievano il premio Atreju, guadagnato con tanta fatica.

Nel tentativo di calmare le acque, la fashion designer si è comunque formalmente impegnata ad assumere donne anche sotto gli “anta”. “Per dimostrare che non ho alcun pregiudizio sulle più giovani, ho deciso di assumere già da oggi donne che abbiano meno di 12 anni che poi alla fine con quelle manine piccole, in un atelier fanno sempre comodo. A me basta solo che siano disposte a lavorare h24, 7 giorni su 7, 12 mesi all’anno e che sappiano accendere il camino com’è scritto nel loro DNA”.

Ma c’è di più: “Per far fronte alla necessità di conciliare lavoro e famiglia, per aiutare queste giovani donne ho predisposto uno spazio apposito per permettere loro, diciamo così, di ‘parcheggiare’ i loro genitori durante i turni di lavoro e passarli a salutare nelle pause sigaretta”.

L’iniziativa è stata accolta da un plauso da parte di Confindustria che in un comunicato ha ribadito: “Le azioni di ogni buon imprenditore devono sempre essere orientate da alti valori etici e morali: aumentare i profitti pagando il meno possibile i dipendenti, ma sempre senza alcuna distinzione di sesso e di età. Poi, dài, può capitare che assumiamo più spesso uomini e che paghiamo meno le donne, ma ci teniamo a rappresentare la nostra totale contrarietà a raccontare queste cose durante un dibattito pubblico”.

Francesco Conte