Elezioni, in aumento gli indecisi su quale insulto scrivere sulla scheda

Catsiama (RI) – Con le urne ancora aperte e nel pieno del silenzio elettorale, sui canali Telegram dei bene informati continuano a circolare numerose notizie e sondaggi clandestini sul sentiment dell’elettorato che, incrociati tra loro secondo un affinato schema ben rodato da chi è del mestiere, consentono di tracciare in maniera piuttosto chiara quello che a tutti gli effetti non è altro che un enorme simbolo fallico.

E proprio su quest’immagine archetipica confluirebbe il massimo indice di gradimento trasversalmente diffuso tra i sostenitori della disfatta di tutte le forze politiche. In molti, però, si dicono preoccupati dall’ipotesi – non del tutto astratta – che alcuni partiti possano rivendicare come propri voti le schede contrassegnate in tal fatta (“Quelli sono c***i miei!”).

Problema simile si riscontrerebbe anche per la rodatissima “Andateve tutti a fan***o!” che da anni ormai costituisce marchio registrato di una nota azienda produttrice di apriscatole.

Di fronte al rischio concreto che il proprio messaggio possa essere così travisato, si è improvvisamente innalzata la percentuale degli indecisi su quale insulto scrivere sulla scheda elettorale.

L’elettorato risulterebbe dunque diviso in due schieramenti principali – a loro volta portatori di differenze al proprio interno – ai quali si affiancano raggruppamenti minori che comunque aspirano a rappresentare una parte significativa della popolazione.

Ampiamente maggioritario sarebbe lo schieramento più conservatore, che preferisce annullare le schede affidandosi ai classici motti di spirito, quelli che l’odioso politically correct non consente più di esprimere in nessun ambito se non proprio nella segretezza dell’urna. O anche in televisione. O anche sui social network. O anche nei bar. E nelle piazze. Va beh, in realtà si continuano a esprimere un po’ dappertutto ma c’è quasi sempre qualcuno che si lagna.

Lo schieramento minoritario, che si autodefinisce progressista, invece, preferirebbe orientarsi verso insulti connotati da una maggiore inventiva e che possano comunque considerarsi inclusivi. Tra questi due schieramenti, come anticipato, si stagliano anche proposte diverse, che variano dagli insulti più estremi a quelli più moderati.

Il canale Onlyfans di mio cugino (non è nepotismo, è che comunque di queste cose lui se ne intende in quanto fresco di master in Turpiloquio applicato alla politica e viceversa), ha raccolto le modalità più accreditate di annullamento delle schede.

Nello schieramento nostalgico-conservatore, la frase che raccoglie il maggiore entusiasmo tra gli annullatori di schede sembrerebbe “Boia chi molla”, un classico che sembrava essere diventato di nicchia ma in grande recupero negli ultimi anni. Sarebbe invece in forte calo, in quanto disconosciuto da molti dei suoi stessi propugnatori, il motto “Vesuvio lavali col fuoco”. A chiudere lo schieramento, l’evergreen “Viva la figa”, come sempre accompagnato da un occhiolino alla scrutatrice.

Nello schieramento progressista, ben lontano dal contendersi il primato con i conservatori, si segnala, per lucidità e autoconsapevolezza, l’idea di annullare la scheda scrivendoci sopra la frase Fate schifo come noi!, ma si annoverano anche altre formule innovative benché di minore successo. Alcuni hanno infatti anticipato che annulleranno le schede compattandole minuziosamente e poi gettandole nella raccolta della carta. La componente radicale invece, si divide tra quelli che infarciranno le schede di erba e per fumarle direttamente dentro la cabina e quelli che scriveranno “Annate a morì ammazzati: se ve serve v’accompagniamo noi”.

Fuori dai due schieramenti sarebbero invece in forte risalita, soprattutto al sud e nelle periferie, l’opzione qualunquista “Ve siete magnati tutto magnateve pure questa” che prevede l’inserimento nella scheda di una fetta di salume: mortadella per il Senato e coppa di testa per la Camera. Opzione a cui si è recentemente aggiunta la variante veg: affettato a base lupini per il Senato e a base di soia per la Camera. Ci si aspettano sorprese anche dall’opzione fantasy-fatalista Draghi, dracarys!.

Infine, si segnala la microgalassia di battitori liberi, che non si riconoscono in nessuno dei raggruppamenti principali, tra i quali si annoverano quelli che annulleranno le proprie schede con espressioni deprecabili come “Putin, bombardaci tutti“, “Viva il patriarcato“, e – la peggiore di tutte – “Mario Adinolfi.

Francesco Conte (con l’amichevole partecipazione de Gli Sgombri)