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Di Maio promette: “Entro gennaio prossimo entreremo nel 2019”

10 settembre 2018

Pomigliano d’Arco – “Non ve lo direbbimo se non eravimo sicuri: grazie al governo del cambiamento il prossimo gennaio, forse già dalla prima settimana del mese, l’Italia entrerà ufficialmente nell’anno 2019“. Con queste puntuali e precise parole il vicepremier Luigi Di Maio ha voluto rassicurare gli italiani sul nuovo rivoluzionario provvedimento che l’esecutivo si appresta a varare.

Dopo gli straordinari risultati del disegno di legge ‘Spazza corrotti‘ che, nonostante non sia stato ancora nemmeno presentato in Parlamento, ha debellato nel giro di 48 ore la corruzione, la criminalità organizzata, l’evasione fiscale e le pizze con il bordo sbruciacchiato, il leader pentastellato sembra pronto a mietere un altro successo con il decreto denominato ‘L’anno vecchio se ne va e mai più ritornerà‘. La misura punta a rilanciare l’immagine dell’Italia agli occhi di investitori casalinghi e stranieri, e attrarre quindi capitali utili al rilancio economico, come spiega lo stesso Di Maio: “Il numero 2019 è più alto del 2018, come minimo di due o tre unità, quindi aiuterà a migliorare il nostro modo di presentarci al mondo. I vecchi governi non hanno avuto il coraggio e la volontà di farlo, se il Pd di Renzi ci avrebbe dato retta qualche anno fa, adesso saremo almeno nel 2030“.

Oltre a mostrare il dinamismo della società italiana, il governo stima che il passaggio dal 2018 al 2019 avrà un impatto diretto sulla salute del nostro tessuto industriale, prevedendo un aumento del fatturato di oltre il 20% per i produttori di calendari, agende e diari scolastici, un incremento nella produzione di occhiali di plastica e cannucce da feste che riportano la scritta ‘2019’ e persino l’assunzione diretta da parte dello Stato di migliaia e migliaia di ingegneri specializzati, che dovranno aiutare Di Maio e tutti i parlamentari del MoVimento a cambiare l’anno nel datario dell’orologio. “Tutto questo grazie al governo del cambiamento“, tiene a precisare con orgoglio il vicepremier, rivendicando anche il fatto che diversi paesi in tutto il mondo sembrano intenzionati a copiare l’iniziativa del Ministro del Lavoro italiano.

Ma se il provvedimento mette d’accordo tutte le correnti pentastellate, l’altro vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini si mostra tiepido, e pur condividendone lo spirito solleva diversi distinguo: “Va bene entrare nel 2019, ma il provvedimento dovrà riguardare solo gli italiani, basta con questi migranti che ci rubano il capodanno. Ci sono padri di famiglia che non si possono nemmeno permettere di sparare al cielo con pistole e fucili allo scoccare della mezzanotte, perché hanno dovuto usare tutti i proiettili contro gli invasori africani. Inoltre il nostro ingresso nel 2019 dovrà avvenire in un momento diverso dal resto d’Europa, per ribadire la nostra sovranità sul moto dei pianeti“. Il governo sembra comunque intenzionato a varare il provvedimento, con o senza modifiche, forte anche delle dichiarazioni contenute nel programma di governo, nel quale si legge chiaramente l’impegno ad aumentare almeno di uno il numero dell’anno per i primi due anni di legislatura, per arrivare a un intero quinquennio entro il 2021.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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