Foto: Marco

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Commissario Montalbano, Nicola Zingaretti sarà col fratello sul set nel ruolo di scenografia

4 novembre 2019

Montelusa (PD) – Era il 1999 quando fu trasmesso su RAI 2 “Il ladro di merendine”, il primo episodio de Il commissario Montalbano, la fortunatissima serie televisiva italiana tratta dagli omonimi romanzi del compianto scrittore siciliano Andrea Camilleri. A vent’anni dalla prima messa in onda e a pochi mesi dalla scomparsa del Maestro, la Palomar – la casa di produzione della serie poliziesca più famosa in Italia e all’estero – ha deciso di porre fine alla stessa, trasmettendo la quattordicesima e conclusiva stagione: tra qualche settimana potremo assistere ai due nuovi ed ultimi episodi, con la partecipazione straordinaria nel cast del Partito Democratico.

Una sorta di suicidio assistito dopo due decenni di grande successo sia di pubblico che di critica. Negli ultimi due episodi vedremo infatti proprio Nicola Zingaretti, segretario del PD e fratello dell’attore Luca Zingaretti – alias Salvo Montalbano – diventare parte integrante della scenografia. Lo scopo principale è, appunto, quello di assicurare l’affossamento definitivo della serie anche in termini di ascolti e popolarità.

Dopo essere stato scartato nei provini come comparsa e come figurante in una scena di massa – per ricoprire quei ruoli serviva troppo carisma – ai produttori non è rimasto che impiegare il presidente della regione Lazio come componente dell’allestimento scenico.
Sono previste tre apparizioni di Nicola Zingaretti nell’arco dei due episodi: nella prima sarà l’anta della porta dell’ufficio di Montalbano sbattuta da Catarella; nella seconda una terrina contenente pasta ‘ncasciata cucinata da Adelina, la collaboratrice domestica del commissario; nella terza un comodino della camera da letto in cui Mimì Augello, il vice di Montalbano, sta scopando con un’amante.
Era stata programmata anche una quarta comparsata: il leader del PD avrebbe dovuto recitare nella parte del cadavere coperto da un lenzuolo sul tavolo autoptico dello studio del dottor Pasquano. Ma a causa della scarsa personalità di Zingaretti che lo rende evanescente, quasi invisibile, la produzione ha preferito servirsi di un manichino.

Per garantire ulteriormente la certezza della morte della serie televisiva, autori e produttori hanno deciso di inserire nel cast anche altri componenti della direzione nazionale del Partito Democratico.
Walter Veltroni sarà una radio di un bar di Montelusa che trasmette solo musica noiosa; Matteo Orfini un bambino impaurito e Gennaro Migliore, preso in prestito da Italia Viva, suo padre che lo abbraccia di fronte al porto di Vigata; Goffredo Bettini un isolotto al largo delle spiagge di Marinella; Maurizio Martina e Piero Fassino saranno due attaccapanni; Leoluca Orlando lo scaldabagno di Montalbano; Marco Minniti affiancherà Gallo, Galluzzo e Tortorella nella parte del poliziotto cattivo; Dario Franceschini un lavapiatti del ristorante Enzo a Mare; Marianna Madia e Alessia Morani verranno utilizzate per proiettare ombre femminili su un muro e Anna Ascani sarà un pitbull.
Previsto anche un cameo di pochi secondi in cui appariranno D’Alema, Prodi e Bersani tutti insieme; la scena causerà dei disturbi da stress post-traumatico nei telespettatori e verrà poi rimossa dalla loro memoria.

L’ultima stagione de Il commissario Montalbano” – avvertono i vertici di Palomar – “sarà talmente deludente e sotto le aspettative che Andrea Camilleri riprenderà a fumare nella tomba”.

Andrea Canavesi

Andrea Canavesi, ma il nome è fittizio, nasce in Europa verso la fine degli anni '60. Da un numero imprecisato di anni vive in un altro continente che inizia con la lettera A, in una località che mi guardo bene dal rivelarne il nome. Al momento si mantiene vendendo otturazioni d'argento su eBay. I suoi passatempi preferiti sono insegnare l'alfabeto Morse ai panda anziani e depistare Scotland Yard.

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