Chiara Ferragni lancia la sua linea di Green Pass

Foto Credits: Giorgio Montersino

Palazzo Chigi – Non solo verde, ma anche albicocca pallido, arancione corallo, giallo chartreuse, rosa fenicottero, grigio roberto speranza. Sono solo cinque delle dodici tonalità di colori che fanno da sfondo a una esclusiva nuova linea di Certificazioni Covid-19 firmata dalla fashion blogger Chiara Ferragni.

Presentato dalla influencer in diretta Instagram da Palazzo Chigi davanti a una dozzina di selezionati giornalisti di moda, proprio con il ministro Speranza, con il direttore generale di Intimissimi e con Fedez che passava da quelle parti per puro caso, il nuovo pass – battezzato con un colpo di genio dall’imprenditrice blogger, Griffe Pass – è disponibile da oggi sulla piattaforma digitale del Ministero della Salute in dodici diverse tinte stylish.

Come il Green Pass, anche il Griffe Pass è scaricabile gratuitamente dal sito; ma solo dopo aver eseguito una donazione di 10.000 euro a favore di un senzatetto, possibilmente fotogenico, scelto a caso nelle strade del proprio quartiere. Il tutto ripreso con uno smartphone da minimo 1.500 euro.

L’innovativo pass, che contiene un QR code con firma digitale di Nespresso anziché del Ministero della Salute e un doppio sigillo elettronico di Safilo e Hublot, è anche stampabile, ma solo ed esclusivamente presso la tipografia online Leone Lucia Ferragni Digital Printing. La versione cartacea, a seconda del colore del modello, è realizzata da stampanti caricate con toner profumati da dodici diverse essenze di ricchezza prodotte dalla Vittoria Lucia Ferragni Parfum Deodorant srl.

La conferenza stampa, che è durata otto cambi di look della Ferragni, si è conclusa con una simpaticissima e molto spontanea breve lite con Fedez (sfociata in un nuovo singolo) e un po’ di dissing rivolto a Pio e Amedeo, stranamente assenti all’evento.
Episodio piuttosto spiacevole nel finale, quando Speranza e il direttore di Intimissimi sono stati sorpresi nell’anticamera del Presidente del Consiglio mentre giocavano con il cibo del rinfresco.

Andrea Canavesi