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“Alzerai 50 volte il tuo peso”: tra i bodybuilder spopola la farina di formiche

Foto Credits: PXHEREHIPPOPX

In numerosi paesi quali India, Thailandia, Corea e tutto il Sud-Est Asiatico è abitudine e cultura cibarsi di insetti; nel resto del mondo invece li ingoiamo quotidianamente senza accorgercene, salvo poi fare gli schizzinosi quando qualcuno ipotizzi la possibilità di usarli come fonte nutrizionale.
Ma da oggi in tutta l’Unione Europea è possibile acquistare la farina di Ochetellus domesticus, la comune formica con attitudine alla fatica tre volte superiore al percettore medio di sussidi.
La notizia ha fatto scalpore e, se non fosse per qualche ipotetico cambiamento climatico o qualche guerricciola in corso, non si parlerebbe d’altro. Un’indagine di Colinsetti ha rilevato infatti che il 99% degli italiani è contrario al consumo degli insetti a tavola, il 54% vomita al sol pensiero, mentre il 16% già se ne ciba perché non ha altro, secondo un campione di passanti intervistati a caso.

Presto noteremo nei supermercati grosse scritte che indicano i prodotti a base di farina di insetti e se non li vedremo sarà perché ce la mettono ma non ce lo dicono.
La farina di formica comunque è un’ottima fonte proteica: 100 grammi di farina infatti contengono ben 500 grammi di proteine, circa cinque volte in più di quanto sarebbe fisicamente possibile. Ma risulta anche ricca di ferro, calcio, Ves, Tas, Cpk e Ptt, proprietà che la rendono ideale per i culturisti che vogliono nutrire i propri muscoli e atrofizzare il cervello (e qualcos’altro).
Il suo attuale impiego maggiore è proprio nelle barrette iperproteiche, anche grazie al sapore che richiama gli steroidi anabolizzanti con sentori di aminoacidi a catena ramificata.

Naturalmente non mancano le proteste contro questo oltraggio al nostro patrimonio enogastronomico. Stavolta però nessuno dei nostri lungimiranti politici è stato così dissennato da autorizzarne la messa in commercio: sono stati i grigi burocrati europei di una Unione della quale non si capisce perché ne facciamo ancora parte. Infatti, la farina di formica è la peggiore sciagura che si sia abbattuta sull’Italia dai tempi dell’Euro di Prodi, che ci ha impoveriti tutti.
Diverso il parere di chi è favorevole al consumo di farina di insetti, puntando l’attenzione sulla sostenibilità: bastano infatti pochi granelli di zucchero vicino a una crepa nel muro per catturare centinaia di imenotteri pronti da tritare, mentre le case infestate da insetti potrebbero essere riconvertite in frantoi a chilometro zero.

C’è anche chi solleva interrogativi di carattere morale e filosofico, prontamente risolti dalla lobby dei bodybuilders, troppo più forti degli studiosi per discuterci. Sempre più palestrati si nutrono esclusivamente con la farina di formiche, in attesa che il suo consumo sviluppi due ulteriori arti (per arrivare a 6 proprio come le formiche) e sollevare 50 volte il proprio peso, come promesso sulle confezioni di tale prodotto. Inoltre scienziati esperti di nutrizione, storia e archeologia alla Giacobbo rivelano come cibarsi di formiche fosse quindi il segreto degli antichi egizi per la costruzione delle piramidi.

Insomma, l’eccellenza del cibo made in Italy è messa a forte a rischio, in nome di un’alimentazione i cui effetti sulla salute sono ignorati e potenzialmente nocivi, ma della dieta mediterranea parleremo la prossima volta.

Patrizio Smiraglia

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