Pio-Bart

Assalto al corriere che trasportava Padre Pio: rubati tre miracoli

11 febbraio 2016

È durato pochi minuti il blitz condotto da tre  professionisti della rapina che hanno assaltato il furgone della Bartolini cui era stata affidata la salma di Padre Pio, portandosi via un bottino di tre miracoli.

Il colpo è stato eseguito in pieno giorno lungo il tratto Roma-Napoli della A1, all’altezza dello svincolo per Santa Cespugliona. I malviventi hanno fatto scendere gli autisti dal mezzo con un abilissimo trucco: piazzare in mezzo alla strada un’automobile elettrica con la scusa di aver finito la benzina. Subito dopo li hanno bloccati e narcotizzati per poter prelevare il bottino in tutta tranquillità, lontani dagli sguardi di chiunque tranne Dio che però, distratto dall’intervento di Emily Ratajkowski alle primarie USA, non ha dato l’allarme.

Gli autisti del furgone hanno fornito un identikit dettagliato degli assalitori: il primo sarebbe un ispanico con i capelli neri, folti e ricci, dei grossi baffi, una benda all’occhio, un uncino al posto della mano destra e una gamba di legno. Il secondo un europeo corpulento, con maschera e bavaglio, maglione rosso e tuta blu, è l’uomo che si occupava della logistica del piano: portava un piede di porco nella mano destra e un sacco con il simbolo del dollaro sulla sinistra. Il terzo componente, probabilmente il leader del gruppo, era un vecchio di statura molto bassa, pelato, con evidenti cicatrici da lifting, aveva un leggero accento milanese e indossava una felpa del Milan.

Il RIS del Vaticano ha constatato che la salma era intatta, ma ha anche confermato la sparizione dei tre miracoli. Mancano all’appello il prodigio della moltiplicazione dei soldi di Padre Alfonso Maria Parente, diventato ricco vendendo videocassette sul Santo da Pietralcina e il Mistero di Mario Eustachio Dolorante, guarito dalla sifilide dopo che il Santo gli era apparso in sogno consigliandoli di smetterla di andare a troie. Il terzo miracolo rubato è senza dubbio il più prezioso: si tratta del Portento di Forza Italia, grazie al quale, per un ventennio, milioni di cattolici convinti hanno votato un partito composto da ricconi spocchiosi, faccendieri senza scrupoli, evasori fiscali, corruttori, puttanieri e personaggi in odore di mafia (E tutto questo considerando solo il fondatore).

Lo spettacolare furto ha di colpo ridimensionato le polemiche sui costi di trasporto della salma, e in molti adesso dicono che 100 mila euro fossero addirittura troppo pochi per la sicurezza del prezioso carico, se si considera che oltre al furto c’era anche il rischio che nel viaggio di rientro svanisse l’effetto dell’acido fenico sulle stimmate, rovinando così irrimediabilmente il Santo.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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