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“Troppi alberi abbattuti per stamparlo”. Greta Thunberg protesta contro il suo libro

"Troppi alberi abbattuti per stamparlo". Greta Thunberg protesta contro il suo libro - Lercio

Roma (dài, lo sapete dov’è) – Durante il suo soggiorno in Italia, la giovane attivista Greta Thunberg ha avuto modo di conoscere nuovi significati dell’espressione “spreco” a lei finora del tutto ignoti e per i quali ha voluto ringraziare pubblicamente la sindaca della città.

Incontrando Papa Francesco, anch’egli noto per la sua impronta ambientalista, ribadita anche nell’enciclica “Laudato sì”, Greta ha comunque voluto rimproverare il Santo Padre: Servono davvero due Papi?

Greta ha incontrato anche molte delle principali Istituzioni del nostro Paese, dai Presidenti delle Camere (“Servono davvero due Camere?”) ad alcuni membri del Governo (“Servono davvero due Vicepremier?), mentre non avrebbe in programma incontri con il premier Conte (E questo a che cazzo serve?).

Greta ha avuto il tempo di incontrare anche i suoi fan e sostenitori, ma non sono mancati alcuni contestatori, sorprendentemente, tra le fila degli ambientalisti più radicali. La pietra dello scandalo sarebbe rappresentata dal libro della candidata al Nobel per la Pace, “La nostra casa è in fiamme”, appena dato alle stampe. Il problema sarebbe proprio questo, il supporto cartaceo del libro. “Quanti alberi sono stati abbattuti per stampare il tuo volume, Greta?!” protestano diversi utenti di Twitter, “Ogni concetto si può esprimere in 140 caratteri, 280 se vogliamo stare larghi. Serviva proprio un libro di DUECENTOQUARANTA PAGINE?”

Greta non si è lasciata turbare dalle proteste e ha sorpreso tutti, organizzando un improvvisato sit-in davanti ad una libreria del centro della Capitale e in perfetto accento svedese ha proclamato: “Ogni giovedì mattina, da oggi fino a quando le tipografie di questa Nazione non mi avranno dato udienza, protesterò in silenzio davanti a questa libreria, contro l’uso massivo di carta per la stampa dei libri. Chi vorrà seguirmi in questa protesta pacifica sarà libero di farlo dalle 10 alle 12 e 30, mentre dalle 12 e 30 alle 14 farò il firmacopie del mio libro”.

Nel pomeriggio la giovane ambientalista ha potuto concedersi qualche momento di riposo tra un impegno e l’altro e ci ha chiesto di poter bucare per qualche minuto la quarta parete, facoltà che ci è sembrato opportuno concederle: “Ma che davero voi de Lercio me state a contesta’ de scrive’ i libri de carta? Ma che davero voi, che avete pubblicato tre libbri de robba che per lo più stava già su internet? Ma c’avete penzato all’implicazioni? A me sta cosa nun me sta bene che no. Che ppe’ ffa na battuta me fate passa’ n’secondo piano ‘na battaja sacrosanta che magari volesseddio che sto libbro non solo se lo leggessero ma se lo capissero anche un po’ deggente… magari alla generazione mia je resta quarche anno de serenità in più. E, giusto pe’ parafrasavve: annatevene affanculo”.

Francesco Conte

 

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