ROMA – Nuovo record per il TikToker italiano e influencer delle patologie mentali Kevin I. Diota, che vanta già 3 milioni e mezzo di follower su TikTok e circa 2 milioni su Instagram, “anche se – ammette in un’intervista concessa a Vanity Fair – dato che soffro anche di allucinazioni non so se credere davvero a tutti questi numeri. A proposito, siete davvero qui a intervistarmi, voi di Vanity Fair?”.
La lunga cavalcata social di Diota è partita nel 2020, in piena pandemia Covid, quando ha iniziato, per gioco, a diagnosticarsi da solo il disturbo post-traumatico da stress. “Ero a casa e mi annoiavo – prosegue – e, scendendo per strada, ho incontrato una persona che mi ha intimato di mettermi la mascherina. Questa cosa mi ha generato un trauma profondo perché sono bellissimo e non vedevo il motivo di coprire il mio viso stupendo. Ho approfondito la questione del disturbo post-traumatico da stress guardando vari video su TikTok e quindi ho deciso che ce l’avevo. Da lì è stato tutto in discesa”. Nell’ordine, nella sua carriera di malato mentale, Kevin ha iniziato a pontificare su vari disturbi, attribuendoseli tutti: disturbo d’ansia generalizzato, disturbo depressivo maggiore, disturbo evitante di personalità, personalità multipla, disturbo ossessivo compulsivo, schizofrenia, bulimia, anoressia, afasia, cortesia, Maria Pia e, per ultimo, ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività). “E’ la moda del momento – spiega – Oggi come oggi, per fare views, o devi dire di avere l’ADHD o ti devi fare di Ozempic. Non essendo io un grassone di merda e non potendomi nemmeno giocare la bulimia (già usata) mi sono buttato sull’ADHD”. A chi gli contesta che potrebbe non essere vero che soffra di questa condizione, Kevin risponde: “Cosa? Cosa stavate dicendo? Scusate, mi sono distratto, ho il deficit di attenzione. Visto? Ho l’ADHD, non si possono avere dubbi”.
Dopo aver conquistato anche questa ulteriore figurina nel suo album dell’insania mentale, Kevin ha fatto un passo in più: “Già che mi trovavo, mi sono anche assegnato la pensione d’invalidità. D’altronde, una delle mie personalità è il direttore dell’INPS”.
Stefano Pisani
