Blasfe (MI) – Stanno suscitando enorme scalpore gli ultimi studi sulla Bibbia compiuti da uno stimato teologo e sacerdote cattolico, Ermanno Vesponi, che potrebbero portare a rivedere alcuni aspetti della vita di Gesù, specialmente gli ultmi mesi della sua esistenza terrena.
Il raffinato biblista, durante un viaggio in Egitto, avrebbe rinvenuto in un’abitazione diroccata un antico papiro all’interno di una giara appoggiata su uno scaffale proprio accanto al Santo Graal. Nel testo in copto, tradotto da Vesponi, sarebbero contenute rivelazioni clamorose su Giuda Iscariota e sulla morte di Gesù.
Il controverso apostolo avrebbe tradito il Messia non tanto per i trenta denari, quanto perché aveva schierato il nazareno al Fantamorto. Sembra infatti che già a quell’epoca fosse possibile puntare sul decesso di personaggi noti. Nel papiro si afferma che Giuda avrebbe piazzato una forte scommessa in un centro della bassa Galilea chiamato SNAI (Scommesse a Nazareth in Aramaico per Iscarioti) con il nickname BET33 (per indicare Betlemme e gli anni di Cristo).
La morte di Gesù entro un mese dalla puntata gli avrebbe fruttato circa 30mila denari, 1000 volte il compenso riportato nel Vangelo di Matteo, che lo avrebbero reso l’uomo più ricco del mondo davanti a Elone Musco, il più famoso imprenditore dell’Impero Romano. Il giorno della crocifissione ci sarebbe stato un aumento anomalo delle puntate sulle morte di Barabba, ma come tutti sanno questi sarebbe stato sorprendentemente risparmiato da Ponzio Pilato, procuratore romano della Giudea, a discapito del povero Cristo.
A seguito del decesso accertato di Gesù, Giuda Iscariota avrebbe avuto diritto a riscattare l’enorme vincita dopo 3 giorni lavorativi. Come è noto però al terzo giorno Maria Maddalena trovò il sepolcro vuoto e i discepoli fornirono testimonianze di apparizioni del Messia in diverse circostanze, quindi la SNAI, consultati gli esperti di legge mosaica esegeti della Torah, riuscì a invalidare la giocata.
Il papiro getta nuova luce anche sulla morte di Giuda, che non si sarebbe impiccato a un albero per il rimorso come narrato da Matteo. Devastato dalla mancata vincita, l’Iscariota in uno scatto di rabbia avrebbe invece appallottolato e ingoiato la schedina con la puntata, ma questa gli avrebbe ostruito le vie respiratorie, facendolo morire soffocato. Sarebbero risultati inutili i tentativi di salvarlo da parte dei presenti, che non furono in grado di praticargli la manovra di Heimlich, anche per il fatto che sarebbe stata inventata due millenni più tardi.
Andrea Michielotto
