Codroipo (UD) – All’università privata Blasphemiārum c’è un certo fermento, grazie a un recente studio del loro team di ricerca di punta, pubblicato sul prestigioso Journal of Pseudoscience & Merendins (rivista ingiustamente accusata di pubblicazioni predatorie – NDR).
Secondo questo studio, imprecare contro le divinità non accorcia la durata del raffreddore, ma dona una soddisfazione immediata paragonabile a una dose di tachipirina.
“Non abbiamo curato la malattia, ma almeno abbiamo scoperto come migliorare l’umore del paziente”, ha dichiarato il Prof. Gioacchino Diobon, capo del team di ricerca.
Il progetto, durato tre anni e finanziato con fondi europei “perché non sapevano dove metterli”, è stato coordinato dal ricercatore di origine veneta Gioacchino Diobon, trasferitosi a Codroipo perché appassionato di enigmistica e bestemmie, chiamato simpaticamente “Di0can” dai suoi colleghi, per via del carattere fumantino, che lo porta sovente all’utilizzo del turpiloquio. E la sua intuizione è nata proprio da questo; si è reso conto, durante una settimana in cui aveva un raffreddore terribile, che nei momenti in cui imprecava il suo umore migliorava sensibilmente, per poi riprecipitare quando era a colloquio con il preside di facoltà o il professore di etica.
“Abbiamo diviso i pazienti in tre gruppi: chi poteva bestemmiare liberamente, chi doveva trattenersi, e chi doveva sostituire le bestemmie con espressioni neutre come ‘perbacco’ o ‘mannaggia’”, spiega Diobon.
“Il primo gruppo non è guarito prima, ma ha smesso di lamentarsi. Il secondo è esploso al quarto giorno. Il terzo ha chiesto di essere trasferito in psichiatria.”
Durante lo studio è stato necessario escludere i volontari veneti, perché secondo i ricercatori “non riuscivano a mantenere la continenza verbale nemmeno per 30 secondi”. Uno di loro, dopo aver provato a non bestemmiare per cinque minuti, ha sviluppato una febbre a 39 e ha iniziato a sudare prosecco.
La sperimentazione ha anche mostrato effetti collaterali inattesi: un paziente di Pordenone, dopo aver starnutito e bestemmiato contemporaneamente, ha dichiarato di aver visto nel muco la forma di una madonna piangente; quindi si è dato al misticismo e ha deciso che in futuro bestemmierà solo a mezza bocca.
“La prossima fase sarà capire se l’atto liberatorio della bestemmia possa integrarsi nell’aerosol”, commenta Diobon. “Abbiamo già un prototipo di macchinetta che rilascia vapore e bestemmie in dosi controllate. Così da permettere anche ai più timorati di Dio di usufruire dei benefici dell’imprecazione senza farlo direttamente.”
Il Ministero della Salute si è detto “interessato ma preoccupato”, mentre le case farmaceutiche hanno già fiutato il business: alcune starebbero sviluppando un integratore a base di bestemmie liofilizzate, da assumere ai primi sintomi.Parallelamente, un’azienda omeopatica di Udine ha annunciato un nuovo rimedio a base di acqua “memorizzata con vibrazioni blasfeme”: “Abbiamo preso una bestemmia e l’abbiamo diluita secondo il metodo Hahnemann fino alla concentrazione 30CH, ovvero una parte su 1.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000, e ora funziona esattamente come qualsiasi altro prodotto omeopatico: cioè per fede.”
Nel frattempo, la CEI ha definito la ricerca “inaccettabile” e ha chiesto che il laboratorio venga trasferito immediatamente “in un luogo dove non si senta l’eco.”
Federico Graziani
