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Stanco delle barzellette sui carabinieri, maresciallo dell’Arma si lancia dal pian terreno

PIANO SBAGLIA (TO) – Tutto è bene quel che finisce bene, poteva essere un dramma ma alla fine è stata solo una minchiata. Piero Chiambretti, questo il nome del maresciallo dei carabinieri, dopo aver sentito per l’ennesima volta una barzelletta sull’Arma, raccontata con disprezzo da due agenti della Forestale di Quartiere (organo istituito dal vecchio governo Berlusconi con la funzione di annaffiare le piantine fuori dai negozi) ha deciso che il limite della sopportazione era più che superato.  Questo mal di vivere, che lo perseguitava ormai da quando fu oggetto di scherno da parte di due amici il giorno in cui si arruolò, si è ben presto trasformato in follia suicida.

I colleghi del maresciallo raccontano gli istanti di paura che hanno preceduto il fatidico momento in cui Chiambretti avrebbe spiccato il volo. L’appuntato Spillo lo avrebbe visto alzarsi di scatto dalla sua postazione, prendere posizione fronte finestra, fare un breve scatto di corsa e lanciarsi a pesce fuori. Grida di terrore durante tutta l’azione, finita poi con dei voti bassissimi da parte della giuria: la valutazione più alta è stata 4.

Ma la fortuna, fortunatamente, scusate la ripetizione, era dietro l’angolo. Infatti se da un lato si può parlare di follia, dall’altra dobbiamo usare la parola miracolo per esprimere quella che è una incredibile coincidenza. La coincidenza riguarda la costruzione del palazzo ove è allocata la caserma dei carabinieri, un palazzo di 8 piani che è stato costruito non dal piano più alto a quello più basso, così com’è prassi per tutti gli edifici che riguardano l’Arma dei carabinieri, bensì dal basso verso l’alto, per un fortunoso errore del costruttore. “Se il costruttore avesse iniziato a costruire il palazzo dall’ultimo piano anziché dal piano terra, oggi sarebbe morto. Dietro questo miracolo c’è certamente la mano di Dio”, avrebbe detto la moglie del carabiniere – anch’essa carabiniere – dopo essere stata rassicurata sulle condizioni del maresciallo.

Ma lo Stato è intervenuto in prima persona per bocca del Ministro dell’Interno Matteo Salvini che saputa la notizia ha dichiarato laconico: “Ho fame, che si mangia?”.

Il maresciallo Chiambretti non dimenticherà mai più quel giorno in cui una mano divina gli salvò la vita. Anzi adesso afferma che la vita è un bene prezioso e non bisogna mai perdere la fiducia in Dio, soprattutto se ti trovi in un panoramicissimo pian terreno e se da bambino eri il trastullo preferito del parroco del paese. La storia ha fatto breccia nei cuori di tutti gli italiani, ma soprattutto nei piani alti della dirigenza dei militari dell’Arma, tanto è vero che è già partito l’iter per il trasferimento del maresciallo miracolato presso una caserma con accesso vietato alle Guardie Forestali e che si trova ad un piano non inferiore al settimo, per assicurare l’incolumità del militare in caso di un nuovo insano gesto. Sembra che questo nuovo posto sia stato trovato in una caserma nel caloroso e ridente paesino di Ritenta Sarai Più Fortuna (TO).

Claudio Favara

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