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Sanzioni agli oligarchi, Patriarca Kirill esorta i fedeli a pregare per il suo portafoglio

MOSCA – Ore di angoscia per il patriarca Kirill. Nel suo sermone di domenica nella Cattedrale di Cristo Salvatore e Invasore di Mosca, il capo della Chiesa ortodossa russa ha esortato i fedeli a pregare per lui, per i russi non gay ma soprattutto per il suo portafoglio. «In queste ore difficili – ha detto il primate – stiamo assistendo a un allargamento della NATO verso i miei conti in banca che minaccia il mio patrimonio stimato tra i 4 e gli 8 miliardi di euro. Ma Dio li punirà. E per Dio intendo ovviamente Putin».

L’arcivescovo russo ha poi continuato, richiamando durante la sua predica il passo di Luca 8:25, “È più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago, che un oligarca entri nel regno di Dio”. «Il messaggio del Signore è chiaro e assertivo: Dio ci ammonisce perché le crune dei nostri aghi sono troppo strette. Allarghiamo dunque i nostri aghi e in generale tutti gli strumenti utilizzati per cucire! Vi sono innumerevoli tipi di ago, di dimensioni e forme differenti, in relazione all’impiego e allo spessore del materiale da cucire ma Dio parla a ciascuno di loro affinché ognuno si arrenda al messaggio dell’Evangelo e allarghi la sua cruna, ponendo così fine alla sofferenza del ricco! Altrimenti, come farà l’oligarca a entrare nel regno di Dio?? Dovrà rimpicciolirsi tramite raggio miniaturizzante o con le Particelle Pym – e ovviamente può permetterselo perché è ricco – però è uno stress. Combattiamo lo stress, il nemico che viene dall’Occidente!».

Dopo questa omelia, pronunciata con occhi pallati, Kirill ha invitato i fedeli a donare generosamente nelle cassette per le offerte in chiesa, non badando al fatto che la cassetta stessa sia di oro massiccio.
Cirillo I ha fatto fortuna negli anni 2000, quando era a capo degli Affari esteri del Patriarcato di Mosca e l’Iraq era sotto embargo statunitense. All’epoca, la Russia appoggiava l’Iraq, inviando beni di prima necessità: il commercio delle sigarette era stato affidato alla Chiesa russa, che ne prendeva la decima e a volte faceva entrare le stecche di sigarette nascondendole nel cappello del Patriarca di Mosca e di tutte le Russie.

Kirill ha inneggiato alla guerra santa contro “la lobby gay” e gli occidentali che corrompono i costumi dei russi, benedicendo l’invasione dell’Ucraina e i missili nucleari. In seguito alle sue posizioni, l’Europa sta valutando di imporre anche a lui le sue temibili sanzioni e di compiere azioni mirate di impatto significativo, per esempio sabotando la ceratura del parquet del suo chalet nel cantone di Zurigo. Anche l’Ucraina sta pensando di colpire il Patriarca, ritirando l’onorificenza dell’Ordine di Jaroslav il Saggio di I Classe, conferitagli nel 2013, con la motivazione “A pensarci bene non è poi tanto saggio”.

Secondo il metropolita Hilarion, in attesa che si avverino le suppliche dei devoti, Kirill sarebbe comunque già all’opera per correre ai ripari, e per rimpinguare i suoi conti avrebbe organizzato un tour teatrale che farà tappa nei principali teatri russi incluso quello bombardato di Mariupol, intitolato “Orsini ha ragione” e finanziato da un giornale della sempre libera stampa stampa russa, “ежедневный сумасшедший” (“Il Matto Quotidiano”).

Stefano Pisani

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