Sanremo. Pucci rivela le minacce ricevute: “Volevano farmi pagare le tasse sul cachet”

Photo Credits: Pucci - Pagina Facebook

Milano – Nonostante il passo indietro del diretto interessato, le polemiche sul caso Pucci/Sanremo non accennano a diminuire. L’artista ha affermato di aver rinunciato alla sua partecipazione alla kermesse musicale in seguito a insulti e minacce ricevuti in privato.

Mi sono arrivati messaggi minacciosi anche da persone insospettabili – rivela il comico – come ad esempio il mio commercialista che in una mail mi ha ricordato che avrei dovuto pagare le tasse sul cachet per la mia partecipazione al festival. E ha pure rincarato la dose con parolacce come ‘Scaglioni IRPEF’, ‘Aliquota’ e addirittura ‘contribuire ai servizi pubblici’, ma dove siamo arrivati? Poi cosa sarebbero questi ‘servizi pubblici’? Io non ho mai cagato in vita mia in un servizio pubblico. Avete mai visto come sono fatti i servizi pubblici in discoteca? Per trovarli non serve guardare le indicazioni, basta seguire la puzza di piscio e cocaina. Mi dice, [fa una vocetta, n.d.r.] Pucci, ricordati che sei un contribuente Contribucosa? Ma a cosa dovrei contribuire? Uacciauanadens! La parola [Pucci fischia in modo strano, n.d.r.] contribuente [Pucci fischia di nuovo in modo strano, n.d.r.] è un modo elegante per dire che chi lavora deve faticare il doppio per far campare chi non ha mai lavorato in vita sua. Qualcuno ha detto ‘Mia moglie’? C’avete fatto caso che non c’è mai una guardia di finanza del nord? [Con un accento vagamente meridionale]Ue’ Pucci, favorisca l’effeventiquattro. Il ci-ù l’ha fattamente compilato? Dove si situano le sue dichiarazioni dei redditi?”.

Immediata la solidarietà di Giorgia Meloni che ha parlato di “spaventosa deriva illiberale” e di “doppiopesismo insopportabile della sinistra”, aggiungendo: “Di questo passo si arriverà addirittura a denunciare i comici, usando l’arma della querela per tappargli la bocca. Non voglio vivere in un mondo così”.

Solidarietà anche da parte di Matteo Salvini, secondo cui: “È incredibile come la sinistra voglia mettere a tacere un onesto cittadino che ha sempre pagato le tasse chiedendogli di pagarle anche sui suoi onesti guadagni. Ah, le tasse si pagano anche su quello che si guadagna? Ah, si pagano soprattutto su quello che si guadagna? Quindi se io voglio lavorare onestamente poi su quello che ho guadagnato devo anche pagarci le tasse sopra? E non posso decidere di non pagarle? Ah no? Va bene, allora vuol dire che me ne ricorderò se un giorno deciderò di lavorare. Ma prometto che non appena saremo al Governo CANCELLEREMO questa assurdità delle tasse. Ah, ci siamo già da tre anni e mezzo? Ma poi a cosa servono queste tasse scusa? Ah, il ponte sullo stretto viene pagato con le tasse degli Italiani? Va bene, allora vorrà dire che chiederò all’amico Pucci di ripensarci”

La Rai, dal canto suo, esprime grande rammarico per la rinuncia del comico e propone in sostituzione il direttore di Raisport Paolo Petrecca. “Il direttore si è allenato a far ridere durante la telecronaca della cerimonia inaugurale delle olimpiadi invernali – fanno sapere da viale Mazzini – e dalle reazioni dei telespettatori crediamo di poter dire che sia assolutamente pronto”.

Francesco Conte e Eddie Settembrini

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