Salvini rilancia: “Toglieremo il bollo auto anche dalle biciclette”

Pontida – È stato un bagno di folla rigenerante, beh, un bagno, diciamo una sciacquata di folla rigenerante quella vissuta dal Ministro delle Infrastrutture nell’annuale raduno sul pratone in provincia di Bergamo.
Il segretario del Carroccio – sotto un’enorme scritta NON PASSA LO STRANIERO, forse riferita a Vannacci – si è sentito talmente rassicurato dall’atmosfera del luogo che non solo ha osato l’inosabile, ovvero indossare una t-shirt bianca, non proprio un indumento che si confaccia al suo stato di forma, ma si è addirittura spinto ad annunciare la convocazione a sorpresa del congresso del partito.

E mentre Tajani parla di donne con le gonne lunghe che non mettono le corna e Meloni continua la sua tournée di cabaret in giro per l’Italia (dopo Bari è stata la volta di Roma, dove ha rilasciato battute epocali tipo quella ai giornalisti “Una volta tanto fatemi fare una cosa che non sia solo parlare con voi”, al punto che sono sempre più numerosi quelli che quando la sentono parlare la confondono con Valentina Persia), Salvini sfida la fronda interna alla Lega e chiede coraggiosamente una resa dei conti con i dissidenti.

Ma da cosa deriva la sua sicurezza? “Ho avuto un’illuminazione“, ci rivela il Capitano, “mentre finivo la terza cassoeula. Dovevo proporre un’idea semplice ma geniale che mi avrebbe permesso di riconquistare la fiducia degli scontenti e allo stesso tempo di andare persino oltre la proposta di Giorgia della scorsa settimana e riottenere il consenso di tutti quegli italiani che in questi mesi stanno meditando di esprimere il proprio voto altrove“.
E in cosa consiste tale idea? “È molto semplice. Se togliendo il bollo alle auto Meloni pensa di rivincere le elezioni, pensate a quanto in alto io posso riportare la Lega se il bollo lo tolgo anche dalle biciclette. Del resto, sono o non sono il ministro dei Trasporti?

Lieti che ogni tanto se ne ricordi anche lui, siamo tentati di contattare un paio di energumeni armati di una camicia che si allaccia solo dietro affinché si occupi del povero Matteo, ma poi ci rendiamo conto che questi sono gli ultimi momenti di divertimento che gli restano e davvero non abbiamo il cuore di rovinarglieli.
Lasciamo quindi il pratone con un po’ di malinconia, ma del resto la segnaletica dell’Anas aveva cercato di avvertirci: “Raduno Lega a Pontida. Possibili disagi”.

Augusto Rasori


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