Isola vacanze

Mode tra i giovani: al primo posto i trentenni che fingono di potersi permettere le vacanze

17 ottobre 2019

Pove (Ro) – Almeno una trentina di studiosi, in altrettanti continenti, si sta domandando il perché di questo fenomeno, ma l’inchiesta condotta dall’Università di Cartagine non lascia dubbi: il 68% dei giovani sotto i 40 anni finge stabilmente di andare in vacanza perché non può permetterselo. Il restante 32% ha negato di poter rispondere perché, da dove si trovata all’estero, non aveva una buona ricezione dello smartphone.

Lo studio in questione riporta alcuni casi eclatanti, eccone alcuni. Francesca e Marco sono una coppia di amici esemplare, lei sostiene con i like su facebook decine di bambini in chemioterapia, lui semina le erbacce ai lati della strada: “qualcuno deve pur farlo” dice sempre. Da 2 anni sostengono di andare in vacanza nella settimana centrale di agosto a Cancun. Peccato che nessuno dei due abbia contratto una sola malattia venerea per provarlo.

Un altro esempio: Carlo e Roberto, di professione fanno rispettivamente il collezionista e rivenditore di peli di opossum e il livellatore olimpico di mensole, più volte durante la settimana sono visti da amici e colleghi fare la coda alla mensa della Caritas. Nulla di cui vergognarsi, se non sostenessero pervicacemente che ogni fine settimana seguono un corso di arrampicata con skateboard nella famosa Valle Tonioucc in Trentino Alto Adige.

Notevole ai fini accademici il caso del gruppo di amici della chat del fantacalcio ‘Amici di Pescasseroli‘, che hanno finto di andare in comitiva in un bordello a Villach, quando in realtà sono rimasti nella taverna di Gianluigi Buffon (solo omonimo, dello scommettitore juventino) a fare scommesse clandestine su chi avrebbe vinto il Nobel per la letteratura quest’anno.

Margarita Tacceri, l’antropologa che ha redatto lo studio e che ne è  la prima firmataria, spiega che la moda dei trentenni che mentono sulle loro vacanze perché non hanno soldi è al primo posto perché al secondo posto ci sono i trentenni che fingono di avere lavori improbabili ma stabili, seguito a ruota da trentenni che fingono di venire pagati per fare delle stronzate per le quali nessuno pagherebbe mai: recensore di serie televisive, comparsa nei film di David Lynch, trepiede in uno studio fotografico, cacciatore di metano, architetto.

Tacceri conclude il suo bestiario di rarità con l’esempio emblematico di Massimiliano Fioresani, mangiatore di bordi di pizza bagnati part-time, che sostiene di aver passato il mese di luglio di ogni anno, dal 2012 ad oggi, in Thailandia a Koh Samui. Si dà il caso che Massimiliano sia in realtà il rappresentante di una vasta gamma di quarantenni che si fingono trentenni: si accoppia a fini ricreativi, manda falli non richiesti in chat, richiede foto discinte la sera tardi e soprattutto finge di andare in vacanza quando in realtà non può permetterselo.

Andrea H. Sesta

 

 

Scrivo di notizie vere su Lercio, di notizie libresche su Finzioni e colleziono gif sul mio blog. Quando mi chiedono cosa voglio fare rispondo: il pirata lebowskiano.

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