Immagine di Carlo Alfredo Clerici: www.carloclerici.com

Immagine di Carlo Alfredo Clerici: www.carloclerici.com

Migranti, Governo propone di bombardare Lampedusa per renderla “Porto non sicuro”

26 luglio 2019

ROMA – Nonostante le piccole beghe interne alla maggioranza su questioni di poco conto, come il reperimento di 23 miliardi di euro per scongiurare l’aumento dell’Iva, o come i rischi per la sovranità nazionale paventati dal caso Russiagate, il governo gialloverde ritrova ancora una volta unità e compattezza negli ideali e nei principi che lo hanno ispirato fin dalla sua formazione: quando le cose si mettono male, prendersela con i migranti.
Stavolta, però, l’esecutivo sembra pronto a un cambio di strategia che potrebbe risolvere il problema degli sbarchi una volta per tutte: bombardare l’isola di Lampedusa per renderla ‘Porto non sicuro’.

L’idea non è nuova: molti grandi strateghi del passato, da Napoleone a Hitler, da Stalin a Giorgio Mastrota, hanno adottato la tecnica della terra bruciata per fermare o almeno rallentare l’invasione straniera, ma sono stati i recenti e felici episodi di guerra civile in Libia a ispirare la nuova linea di condotta dell’Italia. Grazie ai bombardamenti dei campi di detenzione migranti nei pressi di Tripoli da parte del generale Haftar, che hanno portato a stragi con decine e decine di morti, persino Matteo Salvini è stato costretto ad ammettere, dopo 7 iniezioni di siero antirabbico, l’assunzione di mezzo chilo di barbiturici e una dozzina di martellate in testa, che la Libia potrebbe non essere un porto sicuro.

Da qui la geniale intuizione che ha messo d’accordo un po’ tutti: “Se ha funzionato in un paese così moderno e all’avanguardia come lo stato magrebino, perché non dovrebbe funzionare anche da noi?”, ha commentato il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli mentre era intento a infilare un fazzoletto da un orecchio per farlo uscire dall’altro, durante la quotidiana pulizia della scatola cranica. Gli fa eco il compagno di partito e leader del Movimento 5 Testuggini – nome acquisito di diritto in seguito al voto contrario allo sgombero della sede abusiva di CasaPound – Luigi di Maio: “Dopo la povertà e la corruzione, grazie a questo nuovo provvedimento, potremo finalmente ottenere l’abolizione degli stranieri”.

Ma, come è facile intuire, è comunque la componente leghista del governo quella più entusiasta, con in testa il vicepremier Salvini: “Per noi della Lega bombardare Lampedusa evoca i dolci ricordi del passato, quando al posto dei migranti ce la prendevamo con i meridionali. È quasi il coronamento di un sogno”. Il ministro è talmente convinto della bontà del provvedimento da lanciarsi anche in una fuga in avanti: “Se la cosa funziona proporrò di bombardare anche tutti gli altri porti italiani, da Palermo a Napoli, da Livorno a Mestre. Pur di salvare l’Italia del nemico sono disposto a radere al suolo l’intera penisola, e i cittadini sono con me, almeno fino a quando non salteranno in aria”.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

Commenta