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Mette una firma contro la droga: sgominato il cartello di Tijuana

Foto di StockSnap da Pixabay

MINO TAURO (RC) – Gualtiero Bianco, professore di chimica in pensione residente a Mino Tauro (località cugina della più celebre Gioa Tauro), è diventato un eroe della lotta mondiale al narcotraffico.

Il Sig. Bianco una mattina si stava recando a visitare un nuovo cantiere che gli era stato segnalato da altri pensionati del suo bar. Per strada era stato agganciato da un ragazzo che gli aveva chiesto di dare il suo contributo contro la diffusione degli stupefacenti: “Signò, la mette una firma contro la droga?!”.
Il professore era sempre stato scettico verso queste iniziative, da quando aveva firmato contro la vivisezione e si era ritrovato abbonato al mensile “Il Cacciatore di frodo”. Ma qualcosa negli occhi del ragazzo gli aveva ispirato fiducia, quindi alla fine aveva deciso di accettare: si era avvicinato al banco, aveva fornito le proprie generalità e firmato il foglio che gli veniva sottoposto.

Gualtiero Bianco non poteva ancora saperlo, ma la sua era l’ultima firma necessaria a dare il via a una grande operazione congiunta tra la Direzione Centrale per i Sevizi Antidroga italiana e la DEA americana. Le severe normative internazionali infatti prevedono che le missioni più delicate possano partire solo se in ogni paese partecipante vengono raccolte almeno 666 firme di gente fermata a caso in mezzo alla strada. Mentre gli USA avevano già espletato tutte le pratiche necessarie, l’Italia come al solito era rimasta indietro ma infine, grazie al Sig. Bianco, era riuscita a fare la sua parte.

Un agente infiltrato, Giovanni Pistone, attendeva da giorni il segnale per sequestrare una nave battente bandiera liberiana e ormeggiata al porto di Mino Tauro, usata dai narcos messicani per il commercio di droga. Stavolta nella stiva erano nascoste 200 tonnellate di cocaina purissima appartenenti al cartello di Tijuana, comandato dal famigerato Carlos “El Cojon” Juvanardos.

L’operazione era perfettamente riuscita e il sequestro era stato il più ingente degli ultimi anni. La perdita dell’enorme carico aveva distrutto il cartello di Tijuana e Carlos Juvanardos aveva deciso di consegnarsi alla polizia, piuttosto che vivere di stenti per gli anni a venire:  “Ahora el mio 740 es zero!”.

Gualtiero Bianco, indiscusso protagonista della missione, è stato insignito della più alta onorificenza: la medaglia d’oro al valor civile consegnata dal Presidente Napolitano, con mega-pippone celebrativo affidato a Roberto Saviano. L’intrepido pensionato ha dichiarato di essere orgoglioso della sua impresa, ma di non volersi adagiare sugli allori e ha già annunciato il prossimo ambizioso obiettivo: trovare un banchetto che gli consenta di firmare contro la fame nel mondo.

Andrea Michielotto

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