marcello dell'utri

Marcello dell’Utri indagato per la trattativa Mafia-Mafia

26 aprile 2018

Piaga del traffico (Palermo) – Con l’ultima sentenza è stato appurato che, mentre la Mafia nei primi anni ’90 faceva stragi per compensare una caduta di mascolinità, c’era chi all’interno dello Stato trattava con i vertici di Cosa Nostra e trasmetteva al governo richieste per far cessare le stragi e sceneggiature di fiction su Falcone e Borsellino. Questo in sintesi il verdetto di primo grado sulla cosiddetta trattativa Stato-Mafia, passato un po’ in sordina in tutta Italia ma certamente non a casa Travaglio, dove si sono sentite urla e gemiti di piacere prolungato per alcuni giorni.

Una sentenza storica, quindi, secondo cui la trattativa tra Mafia e Stato è stata portata avanti da alcuni boss mafiosi, tre alti ufficiali dei Carabinieri e il fondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri. Quest’ultimo, insieme ad Antonino Cinà, è stato già condannato a 12 anni di carcere. “Una sentenza vergognosa” ha esclamato Berlusconi mentre portava al collega di partito un cesto di escort appena raccolte.

Ma è di queste ore la notizia dell’apertura da parte della Procura di Palermo di un nuovo fascicolo che vedrebbe nuovamente indagato Dell’Utri, sospettato questa volta di essere tra i protagonisti di una trattativa tra Mafia e Mafia. Gli inquirenti stanno cercando di fare chiarezza perché, nella confusione generale, è difficile capire da quale delle due parti stia il cofondatore di Forza Italia.

Se alcuni pezzi dello Stato, dell’arma dei Carabinieri, dei Servizi e della politica erano collusi con la Mafia, in pochi sospettavano che persino tra mafiosi e mafiosi potessero instaurarsi dei rapporti sospetti. Il Fatto Quotidiano titola con spregiudicatezza: “Rapporti tra mafiosi, lo Stato sapeva e non ha detto nulla!”

Intervistati, i colleghi di Forza Italia si sono detti indignati dell’avviso di garanzia recapitato a Marcello Dell’Utri: “È sempre stata una persona di cuore e rispettabile, entrò da bambino in una cosca e da allora fu sempre coerente nei suoi contatti con le istituzioni e Cosa Nostra. Non si sarebbe mai sognato di trafficare con la Mafia senza lo Stato!”

Siamo certi che i prossimi giorni riserveranno accese discussioni. Sapremo come la notizia si rifletterà sugli organi di stampa tra qualche settimana, non appena sarà terminato l’orgasmo a casa Travaglio.

Mattia F. Pappalardo & Gianfranco Pagliara

Mattia F. Pappalardo nasce nel 1984 per colpa di un difetto in un prodotto della durex. Studia informatica col suo desiderio di entrare nei computer di ogni ente governativo, ma dopo il primo esame di Logica perde ogni ambizione umana e voglia di vivere: così si iscrive a Lettere. Ama da sempre l'arte, la musica, la filosofia e poi fare l'amore sperando che le prime tre funzionino.

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