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L’Unità attacca di nuovo Renzi: “Abbiamo un premier fantastico!”

Roma – Non c’è pace per il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che da settimane è vittima degli strali e dei violenti corsivi dell’Unità.

Il quotidiano fondato il 12 febbraio 1924 da Antonio Gramsci sta sciorinando una serie di prime pagine che farebbero tremare leader dalla posizione ben più salda di quella occupata dal guascone fiorentino.
Titoli durissimi come “Matteo, sei la luce“, “Renzi prende la crisi a calci nel culo“, “Matteo come Luke Skywalker: una nuova speranza“, “Matteo recupera da un albero il micio di una vecchina“, “Il premier restituisce la vista a un cieco“, “Il premier restituisce l’udito a un sordo“, “Il premier restituisce la parola a D’Alema“.

È il neo direttore Sergio Staino a chiarirci questa clamorosa svolta della testata di via Barberini: “Era ora di dire basta ai direttori troppo apologetici. A quelli che in prima pagina, per esempio, titolavano “Ha vinto il PCI“, solo perché si era sconfitta la Democrazia Cristiana in un’elezione. I rapidi avvicendamenti degli ultimi anni sono dovuti soprattutto a questo: una linea editoriale troppo molle verso il segretario/premier. Ma ora basta leggere gli ultimi titoli per dimostrare che la solfa è cambiata!

Non ci sono solo le caustiche Scintille a punzecchiare il Governo con sferzanti battute come: Renzi fa gli auguri a Jovanotti, Totti e Virginia Raffaele. Ma, premier, Raffaele non fa rima!
È l’altro direttore, Andrea Romano, che da politico aveva coraggiosamente lasciato la rassicurante corazzata di Scelta Civica per rischiare nelle temerarie truppe del PD renziano, a presentarci in anteprima alcuni dei titoli che nei prossimi giorni turberanno i sogni e le veglie del premier: “Matteo ancora in culla stritolò due serpenti“, “Renzi, liberaci dai comunisti!“, “Il presidente del consiglio non è sovrappeso, ha le ossa grosse” e quello che rischia davvero di porre già fine alla carriera politica dell’ex-sindaco di Firenze: “Abbiamo un premier fantastico!
Interrogati su questa clamorosa svolta dell’Unità, Maurizio Belpietro, Alessandro Sallusti e Vittorio Feltri non hanno dubbi: “Siamo davvero sconcertati e ammirati, tanto di cappello! Nemmeno noi siamo mai riusciti ad essere così duri e impietosi nei confronti di Berlusconi!

Intanto, da qualche settimana, alcuni cittadini giurano di essere testimoni di un continuo smottamento di terra su una tomba del Campo Cestio, nel cimitero acattolico di Roma, da cui si leverebbe anche una voce che con forte accento sardo della provincia di Oristano chiede sconsolata: “Ma custu cazzu de giornali no fiat mellus a du bendi a Daniela Santanché?!

Augusto Rasori

 

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