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Lorenzin vende il logo di Civica Popolare a una ditta di assorbenti

16 marzo 2018

Non si ferma la scalata al potere di Beatrice Lorenzin, che dopo il lusinghiero 0,5 % alle ultime elezioni, ottiene un altro grande risultato politico: vendere il simbolo di Civica Popolare a un importante produttore di assorbenti femminili per la consistente somma di 126,43 euro.

La ministra della Salute sta dimostrando che oltre al ruolo di trascinatrice di masse, può essere anche una ottima manager. La spesa totale per la creazione del logo di Civica Popolare era stata di 98,77 euro (12 in pennarelli colorati, 3 per un block-notes, 50 in marijuana e il resto in snack dolci e salati per la fame chimica), la vendita ha quindi portato a un saldo positivo di ben 27,66 euro, subito versati nelle casse del partito: un salvadanaio per bambini in plastica a forma di deposito di Paperone.

Civica popolare ha dimostrato di poter trasformare una perdita in un guadagno – ha dichiarato trionfante la Lorenzin – il partito reinvestirà i profitti in nuovi simboli da rivendere alle aziende più disparate”.
Dopo il ‘fiore petaloso’ su sfondo rosa, così amato dalle donne in quei giorni, arriveranno dunque nuovi loghi per la formazione di centro guidata dalla ministra, come da lei stessa annunciato: “A cadenza mensile cambieremo il simbolo del partito, creando così un vero e proprio business, abbiamo già registrato i primi tre, ma ce ne sono in cantiere tantissimi altri“.

Secondo indiscrezioni all’interno del partito il primo nuovo simbolo sarebbe stato commissionato dalla stessa ditta di assorbenti e si tratterebbe di un fiore rosa con petali rosa a forma di cuore su uno sfondo ancora più rosa, con sotto la scritta: ‘Civica Popolare, quando il flusso è più copioso’. Il secondo sarebbe un razzo pronto al decollo, proiettato verso un cielo stellato, da assegnare al miglior offerente tra Viagra e Cialis. Il terzo, una cicogna in volo che caga bambini sulla testa dei passanti, sarebbe una esclusiva per il lancio di una nuova pillola per la fertilità.

Visto il successo dell’operazione anche il Pd starebbe pensando di vendere il suo simbolo, tra i possibili acquirenti ci sarebbero un noto marchio di lassativi, una agenzia funebre e una industria parafarmaceutica specializzata in clisteri rettali.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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