L’Iran minaccia i suoi calciatori e la FIFA gli assegna i mondiali del 2030

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Doha – “È con grande e vivo stupore che apprendiamo delle minacce di tortura del regime iraniano alle famiglie dei giocatori della sua nazionale nel caso non avessero cantato l’inno nazionale. Ed è per questo che dopo un lungo dibattito con me stesso, per dare un esempio su come ci si comporti in una manifestazione di livello internazionale che dovrebbe essere una festa per tutto il mondo, abbiamo deciso di assegnare all’Iran l’organizzazione dei mondiali di calcio del 2030“.

Comincia così il durissimo intervento del presidente della FIFA Gianni Infantino nei giorni successivi alla partita Iran-Stati Uniti, dopo che la CNN ha diffuso la notizia della rappresaglia delle guardie della rivoluzione verso chi avesse manifestato gesti e frasi in aperta opposizione al governo di Teheran: “Quello che è accaduto ci ha davvero sconvolti per cui, per evitare altre situazioni simili, abbiamo introdotto la norma che chi non canterà l’inno nazionale riceverà subito un cartellino giallo di ammonizione. Oggi mi sento iraniano, oggi mi sento lillipuziano, oggi mi sento vulcaniano. Mamma mia come sto!“.

La scelta del massimo organismo calcistico mondiale non deve comunque stupire più di tanto. Già l’assegnazione alla Russia dei mondiali 2018 sollevò parecchie polemiche, specie dopo che Putin propose che si giocasse sul ghiaccio con pattini e mazze. E non andò sicuramente meglio quando si apprese che quelli del 2022 si sarebbero svolti in Qatar, in un (ennesimo) paese dove l’omosessualità è un reato ed è punibile col carcere. Per il 2034 si parla già di un ballottaggio tra Bielorussia e Corea del Nord.
Infantino non ha dubbi: “Alla Fifa siamo un’organizzazione inclusiva. Infatti accogliamo un sacco di stronzi“.

A chi sostiene che l’assegnazione dell’edizione del 2026 a Canada, Messico e Stati Uniti spezzerebbe questa tradizione recente di mondiali in paese controversi, la Fifa risponde che per allora alla Casa Bianca potrebbe di nuovo esserci Donald Trump e che diversi governatori USA hanno promesso leggi più severe sull’aborto e un incremento nelle esecuzioni con iniezioni letali difettose.
Il Canada, dal canto suo, ha garantito che continuerà la sua linea dura verso i No Vax e il Messico ha rivelato che in caso di mancata assegnazione avrebbe spinto per il ritiro di Ochoa.

La notizia dell’assegnazione dei mondiali 2030 è stata accolta con viva soddisfazione dalla Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei: “Sono un grande sostenitore dell’importanza del giuoco del calcio, seguo da sempre con passione le imprese di LeBron James e Rafael Nadal. Ora, scusatemi, ma devo andare a tagliarmi una mano. Una ragazza ha attaccato pubblicamente il regime e ho annunciato che colpirò con durezza tutta la sua famiglia ma poi ho scoperto che è mia nipote e ora non posso più tirarmi indietro“.

Augusto Rasori