Gerusalemme – Dopo la conquista del castello di Beaufort, arroccato a 700 metri di altezza e conteso da quasi 900 anni, cioè da poco prima che Netanyahu salisse al governo, Israele ha fatto sapere che si va sempre più consolidando la zona cuscinetto nel Libano meridionale. Il fine ultimo è ridurre la possibilità di attacchi da parte di Hezbollah e proteggere la Galilea dagli sguardi di bambini facinorosi e intrisi di antisemitismo, solo perché sin dai primi vagiti sono abituati a convivere con i bombardamenti dell’IDF.
Proprio a tale proposito, il ministro della Difesa Disto Katz ha illustrato come verrà ampliata tale zona nelle prossime settimane: “Ho parlato con Premier subito dopo la sua telefonata a Trump, nella quale gli ha ricordato per l’ennesima volta chi è che custodisce i video dei festini nell’isola di Epstein. Bibi ha concordato con me circa il progetto di estendere ulteriormente la fascia di sicurezza necessaria alla nostra incolumità. Sulle prime si era pensato di lasciar perdere il fiume Leonte, quello che gli arabi chiamano Litani, e quindi un nome di merda, e di procedere a occupare la zona attorno a un corso d’acqua poco più a nord: il Tanaro. Poi ci siamo resi conto che il traffico sulla Torino-Savona nei weekend è sempre un inferno, per cui abbiamo deciso di installarci in una zona che offre tutte le caratteristiche tattiche e strategiche necessarie a proteggere i nostri confini: la Norvegia“.
Una successiva analisi ha però fatto emergere la questione dei numerosi islamici che occupano la città di Milano, distante solo 1926 km da Oslo. Una seria minaccia per i confini settentrionali di Israele.
Netanyahu ha quindi fatto sapere che procederà a una serie di attacchi mirati nella ristretta fascia che va da Beirut a Capo Nord: “Spero che il fatto di aver limitato la fascia di sicurezza sino alla capitale norvegese e non sino al Polo Nord serva a confermare che noi non cerchiamo altro che di garantirci la nostra legittima sopravvivenza. Se così non sarà continueremo a sbattercene il cazzo e quelli che ci criticano li accuseremo del solito antisemitismo. Poi faremo ciò che facciamo sempre in questi casi: controlleremo se non ci siano pure loro nei video di Epstein. Scusate, mi squilla il telefono. È Donald che vuol farmi di nuovo credere che è lui quello che comanda“.
Augusto Rasori
